Assistenza anziani

Caregiver, cresce la domanda

Secondo l’Istat, i caregiver, le persone che in Italia si prendono cura di chi ha bisogno di assistenza, sono 8 milioni e mezzo, oltre il 17% della popolazione.

Di questi, solo 900mila lo fanno per mestiere, rientrando cioè nella categoria dei badanti, tutti gli altri, sono uomini e donne che assistono un loro familiare ammalato, invalido o non autosufficiente. Per la maggior parte hanno tra i 45 e 64 anni e, secondo l’Istituto di statistica, in un caso su 4 dedicano alla persona malata più di 20 ore a settimana.

Per quanto riguarda in particolare le limitazioni nella vita quotidiana, l’Italia è, purtroppo, sempre quasi in cima alla classifica che tuttavia considera solo le età dai 65 anni in su per tutte le voci, anche se comunque si impenna quasi sempre per gli over 75 rispetto all’altra fascia di età considerata, tra 65 a 74 anni.

 

anziani-long term care

 

Un vero e proprio allarme per l’assistenza domiciliare, non solo sanitaria e comunque per l’assistenza che evidentemente è necessariamente continua nella vita di tutti i giorni.

Nonostante mettano le proprie esigenze di salute in secondo piano, più di 7 caregiver italiani su 10 sentono di essere riconosciuti in questo ruolo di prestatore di assistenza dalle autorità o dai servizi sanitari locali (con un 84% che afferma di sentirsi sostenuto dal proprio medico di Medicina Generale / specialista / infermiere / psicoterapeuta) mentre più della metà degli intervistati dichiara di non sentirsi sostenuto dalle istituzioni nazionali.

Dalle indagini di Cittadinanzattiva “XV Rapporto Nazionale 2018 sulle politiche della cronicità “In Cronica Attesa” risulta che la presa in carico e gestione del paziente attraverso il piano di cura  solo il 40% delle Associazioni dichiara che solo alcuni pazienti vengono coinvolti nella costruzione del piano di cura e di questi solo il 14% sono inseriti in Percorsi o Piani di cura integrati.

La riorganizzazione delle cure primarie non ha prodotto nessun cambiamento per il 33% delle Associazioni. Se la persona può essere curata a domicilio, la prima criticità è quella di attivare l’assistenza domiciliare (63%) .

Una volta attivata le ore di assistenza domiciliare sono comunque insufficienti (60%), mancano tutte le figure specialistiche necessarie (45%) e l’assistenza di tipo sociale come la preparazione dei pasti, del vestirsi, lavarsi, ecc… (40%).

Le difficoltà burocratiche si riscontrano, in particolare per la presentazione della domanda di invalidità e/o handicap (67%) nella domanda di protesi e ausili (40%) e nella richiesta del contrassegno per invalidi (40%). Difficoltà di accesso si ha nel riconoscimento dell’indennità di accompagnamento (46%).

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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