https://pixabay.com/it/photos/pieris-rapae-5245438/

Ambiente, EEB: “I governi europei vogliono tagliare i finanziamenti alla natura” (Foto Pixabay)

I ministri europei dell’ambiente concordano una posizione comune della Ue in vista del vertice Onu sulla biodiversità, ma gli impegni richiedono fondi e denaro e alcuni stati europei propongono tagli ai finanziamenti europei che metterebbero a rischio gli sforzi per la protezione e il ripristino della natura in tutta Europa. È l’allerta lanciata dall’European Environmental Bureau (EEB) dopo la riunione del Consiglio.

“Mentre la Francia chiede maggiori investimenti nella natura attraverso le politiche e gli strumenti finanziari dell’UE – denuncia l’EEB, la più grande rete europea di organizzazioni di cittadini ambientalisti –Germania, Svezia e Paesi Bassi vogliono tagliare ulteriormente il bilancio dell’UE, nonostante i tagli già proposti ai finanziamenti per il clima e l’ambiente, che minacciano la capacità dell’Europa di rispettare i suoi impegni per la protezione e il ripristino della natura”.

Natura e biodiversità, i prossimi vertici Onu

Al Consiglio ambiente di ieri, i ministri europei hanno ribadito l’importanza di proteggere e ripristinare la natura e la necessità che l’Europa intensifichi i propri sforzi in vista della prossima Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità, la COP17. Allo stesso tempo però, sottolinea l’EEB, alcuni Stati continuano a spingere per tagli al bilancio europeo che si ripercuoterebbero sulla protezione e il ripristino delle natura, mentre verrebbero mantenuti finanziamenti pubblici per sussidi dannosi per l’ambiente, la maggior parte dei quali è legata ad attività agricole intensive.

Ieri il Consiglio ha definito le principali posizioni negoziali dell’Ue in vista di due appuntamenti importanti: il vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP31) e quello sulla biodiversità (COP17). La COP31 di quest’anno si terrà ad Antalya (Turchia) dal 9 al 20 novembre. La Convenzione delle Nazioni Unite sulla biodiversità si svolge ogni due anni e quest’anno si terrà a Yerevan (Armenia), dal 19 al 30 ottobre.

L’UE, informa una nota, “chiederà un’azione rapida, basata su dati scientifici e fondata sul multilateralismo, per limitare il riscaldamento globale e arrestare la perdita di biodiversità”.

Crisi climatica e biodiversità, la posizione europea

Pur riconoscendo che l’obiettivo di 1,5 °C dell’Accordo di Parigi rischia di essere superato, i ministri hanno chiesto un’azione climatica ambiziosa per evitare ogni frazione di aumento e tornare alla traiettoria di 1,5 °C.

“Il percorso “superamento-picco-declino” rappresenta la migliore opzione rimasta per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 °C entro la fine del secolo”. Allo stesso tempo, per affrontare la crisi climatica sono essenziali e complementari le azioni dimitigazione e adattamento.

L’obiettivo definito nel 2022 è poi quello di arrestare la perdita di biodiversità con l’impegno a proteggere almeno il 30% delle aree terrestri e marine entro il 2030. Durante i negoziati della COP17, l’UE sottolineerà la necessità di “un’azione accelerata per raggiungere questi obiettivi, integrando la biodiversità in tutte le politiche e i settori, sulla base di solide prove scientifiche – informa il Consiglio – L’UE chiederà inoltre un aumento dei finanziamenti pubblici e privati, in particolare esplorando approcci innovativi , come i crediti per la natura ad alta integrità”.

Meno fondi per gli obiettivi climatici e ambientali

Secondo l’EEB, l’Europa rimane invece indietro rispetto ai suoi obiettivi climatici e ambientali. In tema finanziamenti, l’ultima proposta di compromesso della presidenza irlandese ridurrebbe di 3,02 miliardi di euro il bilancio del Multiannual Financial Framework per la transizione pulita e la decarbonizzazione, mentre il proposto EU Facility, che dovrebbe assumere alcune delle funzioni attualmente sostenute dal programma LIFE dopo il 2027, si ridurrebbe di 24 miliardi di euro. L’MFF inoltre non prevede una voce di bilancio specifica per la biodiversità.

«Nessun ministro in Germania, Svezia o Paesi Bassi ammetterebbe mai ai propri elettori di essere disposto a sacrificare acqua pulita, aria respirabile e un clima vivibile. Ma è esattamente ciò che faranno questi tagli al bilancio: ci condanneranno ad anni di inquinamento e degrado ambientale, minando al contempo la posizione dell’UE nei prossimi negoziati sui progressi globali per la protezione e il ripristino della natura», ha dichiarato Sergiy Moroz, responsabile del settore Natura all’European Environmental Bureau.

Eppure precedenti studi della Commissione europea hanno evidenziato il rendimento, anche economico, degli investimenti nella natura. Non farlo costerà centinaia di miliardi.

“L’inazione in materia di clima e biodiversità sta già pesando enormemente sull’economia europea; ondate di calore estreme, gravi siccità e inondazioni devastanti sono costate all’UE miliardi di euro solo la scorsa estate, e si prevede che i costi saliranno a ben oltre 100 miliardi di euro entro il 2029 – aveva evidenziato la Commissione – Sebbene i benefici del ripristino ambientale siano notevoli, ogni singolo euro investito nel ripristino degli ecosistemi degradati genera un ritorno economico fino a 38 euro. In poche parole, non esiste un’economia competitiva su un pianeta sottoposto a stress climatico, né una sicurezza duratura in un mondo instabile”.

L’EEB invita i ministri dell’ambiente dell’UE a garantire finanziamenti adeguati e capacità amministrativa, anche assicurando che il bilancio UE 2028-2034 destini almeno il 50% della spesa agli obiettivi climatici e ambientali, con un sotto-obiettivo specifico del 10% per la biodiversità. E chiede di ripristinare il finanziamento LIFE come programma autonomo per il periodo 2028-2034 , ribaltando la proposta della Commissione di interromperlo.

Non è il momento di escludere la natura dal bilancio, conclude Moroz. “Se i governi dell’UE vogliono davvero evitare che l’Europa debba affrontare decenni di ondate di calore, siccità e raccolti distrutti, devono garantire che il prossimo bilancio dell’UE offra al nostro ambiente una possibilità concreta di sopravvivenza”.

About The Author

What do you feel about this?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *