Al via gli Stati Generali della Green Economy, quali sfide per i prossimi anni?

Al via gli Stati Generali della Green Economy, quali sfide per i prossimi anni?

Per Legambiente “Il nuovo Pacchetto legislativo Clima-Energia “Fit for 55” adottato oggi dalla Commissione è inadeguato a fronteggiare la sempre più preoccupante emergenza climatica”.

Secondo l’UNEP – osserva l’associazione ambientalista – per poter contenere l’aumento della temperatura media globale entro la soglia critica 1.5°C, come previsto dall’Accordo di Parigi, è cruciale che l’azione climatica dei governi sia tale da consentire una riduzione media annua del 7.6% da qui al 2030, ossia almeno del 65% per quanto riguarda l’Europa.

“La palla passa ora a Consiglio e Parlamento. Serve fare di più. Serve un primo importante segnale già nei prossimi mesi in vista della Conferenza sul Clima (COP26) del prossimo novembre a Glasgow”, ha commentato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente.

Clima, Legambiente: servono obiettivi più ambiziosi

“Per contribuire a centrare l’obiettivo di 1.5°C e ridurre le emissioni del 65%, entro il 2030 i settori attualmente coperti dal Sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS) devono conseguire riduzioni delle emissioni pari almeno al 70% – prosegue Legambiente – mentre gli altri settori (trasporto su strada, edilizia, agricoltura e rifiuti), disciplinati invece dal Regolamento sulla ripartizione degli sforzi nazionali (ESR), devono ridurre le emissioni di almeno il 50% rispetto ai livelli del 2005.

“Per un’azione climatica ambiziosa – aggiunge Mauro Albrizio responsabile dell’ufficio europeo di Legambiente – è cruciale che il trasporto su strada, gli edifici e le emissioni agricole continuino a sottostare pienamente alle norme dell’ESR. Il ricorso all’ETS per il trasporto su strada e l’edilizia è un grave errore. Può spostare i suoi costi verso le famiglie, con un impatto preoccupante su quelle a basso reddito, aggravando le divisioni sociali in Europa e creare così una forte opposizione sociale alla politica climatica europea. Vanno messi in campo tutti gli strumenti necessari, come il nuovo Fondo sociale per l’azione climatica, per garantire una giusta transizione senza lasciare indietro nessuno“.

 

Proposte UE clima

 

Secondo l’associazione ambientalista è cruciale la revisione delle Direttive su rinnovabili ed efficienza energetica, aumentando il target per le rinnovabili al 50% e quello per l’efficienza al 45%, senza alcun incentivo per i combustibili “low-carbon”, a partire dal gas fossile.

Legambiente chiede inoltre, nella revisione del Regolamento LULUCF,  un target addizionale e legalmente vincolante per lo sviluppo di sinks naturali ed il recupero degli ecosistemi, che abbia come obiettivo un assorbimento annuo di almeno 600 milioni di tonnellate di CO2 a livello europeo entro il 2030, raddoppiando la proposta della Commissione.

Altro settore fondamentale su cui intervenire, secondo il parere dell’associazione, è quello dei trasporti, che emette circa il 25% delle emissioni climalteranti complessive ed è l’unico che continua a veder crescere le sue emissioni.

Per Legambiente la nuova normativa deve aumentare gli attuali target di riduzione delle emissioni rispetto al 2021. In particolare, l’attuale target per il 2025 deve passare dal 15% ad almeno il 25%, mentre il target per il 2030 deve essere innalzato al 65% rispetto al 37.5% attuale per essere in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

“Insieme a target più ambiziosi – conclude il presidente Ciafani – per incentivare il passaggio all’elettrico, è fondamentale che si fissi anche una data di phase-out delle auto tradizionali e si diffonda una capillare rete di infrastrutture di ricarica. Dal 2035 nessun veicolo con motore termico deve essere venduto su tutto il territorio europeo, consentendo ai Paesi più avanzati come l’Italia di anticipare già al 2030 il divieto di vendita di veicoli a benzina e diesel. Una sfida che l’Europa può e deve vincere, se vuole seriamente contribuire a fronteggiare l’emergenza climatica”.

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