Animali in gabbia, Essere Animali: l’Italia metta fine a questa pratica crudele con una legge
Oltre 40 milioni di animali vivono ancora in gabbia negli allevamenti intensivi. Essere Animali invita rappresentanti politici ad ascoltare il volere di 9 italiani su 10, favorevoli a porre fine a questo sistema
Animali in gabbia, Essere Animali: l’Italia metta fine a questa pratica crudele con una legge (© Giovanni Viganò / Essere Animali)
Gli animali sfruttati in Italia sono centinaia di milioni, per la maggior parte rinchiusi negli allevamenti intensivi e destinati alla produzione alimentare: parliamo di oltre 650 milioni di animali macellati ogni anno, pesci esclusi. Di questi, oltre 40 milioni vengono allevati in piccole gabbie, dove non possono muoversi senza costrizioni, nidificare, scavare o socializzare in modo adeguato. Lo ricorda Essere Animali, in occasione della Giornata mondiale degli animali, che ricorre il 4 ottobre.
L’associazione invita, quindi, i rappresentanti politici ad ascoltare il volere di 9 italiani su 10, favorevoli a porre fine a questo sistema che non rispetta il benessere degli animali.
“In Italia, secondo l’ultimo Eurobarometro sul benessere animale, oltre il 90% degli italiani è favorevole al divieto dell’allevamento di animali in gabbia – spiega Chiara Caprio, direttrice relazioni istituzionali di Essere Animali. – La loro voce deve essere ascoltata. Diversi Paesi europei, tra cui Germania, Slovenia e Regno Unito, hanno già introdotto divieti o forti limitazioni all’uso delle gabbie, non ci sono ragioni per cui l’Italia non possa fare lo stesso”.
L’associazione ricorda, inoltre che – tra il 2018 e il 2020 – 1,4 milioni di cittadini e cittadine europee hanno firmato l’Iniziativa dei Cittadini Europei End the Cage Age, per chiedere di vietare l’uso delle gabbie negli allevamenti. “La Commissione europea – sottolinea Essere Animali – si era impegnata a presentare una proposta di legge in tal senso entro il 2023, un impegno che finora non ha però rispettato. Le richieste dei cittadini sono state quindi tradite dalle istituzioni europee, che ancora non hanno avviato un percorso preciso, pubblico e trasparente per vietare in tutta l’UE questa pratica crudele”.
Stop animali in gabbia, la proposta di legge di iniziativa popolare di Essere Animali
Scrofe che non riescono nemmeno a girarsi su se stesse, vitelli separati dalla madre poche ore dopo la nascita e rinchiusi in box singoli, galline costrette in uno spazio poco più grande di un foglio A4 dove non riescono ad aprire le ali, conigli che non possono alzarsi sulle zampe posteriori, né tanto meno saltare: in Italia – denuncia Essere Animali – questa è la normalità per circa 600 mila scrofe, 1,5 milioni di vitelli, 17,5 milioni di galline e 13 milioni di conigli, confinati in spazi ristretti e sottoposti quindi a stress cronico, frustrazione e spesso anche a lesioni e fragilità ossea, come documentato anche dai pareri scientifici dell’Autorità per la Sicurezza Alimentare in Europa (EFSA).
Negli attuali sistemi intensivi – prosegue l’associazione – l’allevamento in gabbia rappresenta uno dei principali problemi legati al benessere animale: per questo, a marzo, Essere Animali ha lanciato una proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere l’introduzione di un divieto all’uso delle gabbie a livello nazionale per tutte le specie allevate a scopi alimentari.
La raccolta firme sulla piattaforma del Ministero della Giustizia si è chiusa ufficialmente il 14 settembre e in soli sei mesi ha superato ampiamente il quorum stabilito dalla normativa italiana per poter presentare la proposta in Parlamento. A metà settembre l’associazione ha consegnato in Senato le oltre 62 mila firme raccolte e adesso si attende che la proposta di legge venga assegnata alla Commissione competente, chiamata a calendarizzare e avviarne l’iter legislativo in tempi ragionevoli.
“Il divieto agli allevamenti di pelliccia e il superamento dell’uccisione dei pulcini maschi nel nostro Paese dimostrano che l’Italia ha tutte le capacità di fare da apripista su questioni etiche e innovative per gli animali. Per questo ci auguriamo che anche sull’impiego delle gabbie l’Italia possa fare la storia e mettere la parola fine su questa pratica dolorosa e anacronistica”, conclude Caprio.
