Antitrust, Rustichelli: “l’Autorità ha privilegiato misure di tipo conciliativo”
Il Presidente dell’Antitrust ha illustrato oggi la Relazione Annuale 2021: “riconosciuti ristori a beneficio di oltre 580 mila consumatori, per un importo complessivo superiore ai 34 milioni di euro”. UNC: “basta con la moral suasion e gli impegni”
Antitrust, Roberto Rustichelli: "l’Autorità ha privilegiato misure di tipo conciliativo"
Oggi il Presidente dell’Antitrust, Roberto Rustichelli, ha illustrato la Relazione Annuale sull’attività svolta nel 2020. Un anno particolare, per via dell’emergenza portata dalla pandemia, in cui l’Autorità ha privilegiato misure di tipo conciliativo, attraverso moral suasion e impegni, ha dichiarato il presidente Rustichelli.
In tale quadro, il presidente ha richiamato l’attenzione sulle decisioni in cui gli impegni proposti dalle imprese, e resi obbligatori dall’Autorità, hanno previsto “restituzioni ai consumatori e semplificazioni degli oneri burocratici a loro carico”.
Antitrust, le misure a tutela dei consumatori
I dati relativi agli interventi a tutela dei consumatori nel periodo gennaio 2019-luglio 2021 evidenziano un sensibile e progressivo aumento degli impegni che prevedono, da parte delle imprese coinvolte, l’adozione di specifiche misure risarcitorie e/o compensative a favore dei consumatori colpiti dalle condotte commerciali oggetto di istruttoria.
Nel periodo di riferimento, questa tipologia di misure ha riguardato oltre il 42% dei 66 provvedimenti di accettazione di impegni adottati. La percentuale sale al 63% se si considerano le sole procedure (24) concluse con impegni nei primi sette mesi del 2021.
Inoltre, sulla base dei soli procedimenti per i quali sono disponibili dati definitivi, l’insieme di questi interventi – in materia di trasporti aerei e marittimi, servizi bancari e finanziari, prodotti assicurativi, energia elettrica e gas – ha comportato il riconoscimento di ristori a beneficio di oltre 580 mila consumatori, per un importo complessivo superiore ai 34 milioni di euro.
“Questa modalità di intervento – ha spiegato Rustichelli – può risultare ben più efficace delle sanzioni pecuniarie; non solo contribuisce ad accrescere la fiducia nelle Istituzioni da parte di soggetti deboli e privi della capacità di ottenere, da soli, adeguata tutela dei propri diritti, ma promuove anche un modello di comportamento virtuoso da parte delle imprese”.
Procedimenti e sanzioni
Sul fronte delle specifiche attività svolte dall’Antitrust, Rustichelli ha ricordato che dal 1° gennaio 2020 al 31 luglio 2021 l’Autorità ha comminato sanzioni complessive pari a 627 milioni di euro, di cui 496 milioni in materia di tutela della concorrenza e 131 milioni in materia di tutela del consumatore.
Per quanto riguarda la tutela del consumatore e delle microimprese, 82 sono stati i procedimenti conclusi con l’accertamento dell’infrazione e 52 quelli chiusi con impegni. In 165 casi, inoltre, l’Autorità ha disposto l’archiviazione a seguito di moral suasion.

Covid e tutela dei consumatori
Rustichelli ha evidenziato, inoltre, l’attività posta in essere dall’Autorità a tutela dei consumatori nel commercio online, fortemente cresciuto anche a seguito dell’emergenza sanitaria e dei lockdown. Gli interventi hanno riguardato, in particolare, comportamenti scorretti e ingannevoli nella commercializzazione dei prodotti igienizzanti e delle mascherine, nonché nella vendita di farmaci dalle false proprietà antivirali e di test per l’autodiagnosi del contagio.
Il presidente ha evidenziato, inoltre, i provvedimenti con cui l’Autorità ha accertato la scorrettezza della promozione e commercializzazione online e su marketplace di prodotti presentati come utili al fine di contrastare il virus. L’azione dell’Autorità ha portato, in particolare, all’oscuramento di 64 siti internet riconducibili a farmacie illegali.
Inoltre, gli impegni presi dalle principali piattaforme e-commerce attive in Italia hanno obbligato queste ultime a procedere al controllo di circa 60 milioni di offerte di prodotti igienizzanti, mascherine e test Covid-19, nonché alla rimozione di oltre 400 mila di dette offerte per claim ingannevoli e/o prezzi eccessivi.
Tra le altre attività intraprese dall’Autorità, si segnalano gli interventi volti ad evitare, a seguito dei vari lockdown, una eventuale limitazione dei diritti dei consumatori da parte degli operatori dei settori turistico, ricreativo e dei trasporti.
In questo ambito Rustichelli ha ricordato:
– i casi nei confronti degli operatori del servizio di trasporto su autobus, aereo e ferroviario rispetto alle condotte di cancellazione dei viaggi, limitazione dei servizi e/o aumento dei prezzi in ragione dell’emergenza sanitaria da Covid-19;
– i provvedimenti di accertamento di pratiche commerciali scorrette, in materia di diritto al rimborso dei consumatori, che avevano acquistato pacchetti turistici successivamente annullati;
– i casi relativi a clausole vessatorie inserite nelle condizioni contrattuali di abbonamenti e biglietti per le partite di calcio, che disconoscevano il diritto dei consumatori a ottenere rimborsi in caso di chiusura dello stadio o in caso di rinvio dell’evento.

Antitrust, UNC: potenziare il potere sanzionatorio dell’Authority
Come detto, Rustichelli ha ricordato che l’Autorità ha privilegiato misure di tipo conciliativo, attraverso moral suasion e impegni, misure che ora intende implementare.
L’Unione Nazionale Consumatori non ha accolto favorevolmente questa decisione: “Ora basta con la moral suasion e le decisioni con impegni, che a lungo andare non hanno una vera efficacia deterrente nei confronti dei comportamenti scorretti. No, quindi, a potenziare ulteriormente questi strumenti alternativi alle sanzioni” ha affermato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale consumatori
“Queste misure erano motivate anche dalle difficoltà economiche in cui versavano molte imprese durante il lockdown. Ora che, nonostante la pandemia, si sta cercando di tornare alla normalità e le imprese non versano più in gravi condizioni, bisogna tornare a irrobustire la politica sanzionatoria. I soggetti deboli, infatti, accrescono la fiducia nelle istituzioni solo se vedono comminare sanzioni significative alle imprese corrette” ha proseguito Dona.
“Chiediamo anzi a Governo e Parlamento, che si accingono a discutere della legge annuale della concorrenza, di potenziare il potere sanzionatorio dell’Authority“, conclude Dona.
