Smartphone e social: la pediatria avverte, i bambini più piccoli devono restare offline

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La Società Italiana di Pediatria aggiorna le raccomandazioni per proteggere salute fisica, cognitiva e relazionale dei minori, suggerendo di rimandare l’uso dei dispositivi personali.

bambini e smartphone

ps://www.pexels.com/it-it/foto/ragazza-tablet-compressa-alla-ricerca-7414080/ (Foto Kampus Production per Pexels)

L’accesso a Internet e ai dispositivi digitali dovrebbe essere graduale e supervisionato, secondo la Società Italiana di Pediatria (Sip). I bambini sotto i 13 anni non dovrebbero avere uno smartphone personale e l’uso dei social media andrebbe rimandato idealmente fino ai 18 anni. Queste indicazioni sono state presentate oggi in Senato durante gli Stati generali della pediatria, su iniziativa del senatore Marco Meloni.

I rischi dell’esposizione precoce

Secondo la revisione della letteratura condotta dalla Sip, che ha analizzato oltre 6.800 studi internazionali, una stimolazione digitale precoce e prolungata può alterare attenzione, apprendimento e regolazione emotiva nei bambini. L’uso eccessivo di smartphone, tablet e social media può avere effetti negativi sulla salute fisica, cognitiva, mentale e relazionale.

“Ogni anno in più senza smartphone è un investimento nella salute del bambino”, spiega Rino Agostiniani, presidente della Sip. “L’età pediatrica è una fase di straordinaria vulnerabilità: il cervello continua a formarsi e a riorganizzarsi per tutta l’infanzia e l’adolescenza”.

Linee guida pratiche per le famiglie

Tra le principali raccomandazioni della Sip:

  • Evitare dispositivi durante i pasti e prima di dormire.
  • Incentivare attività all’aperto, sport, lettura e gioco creativo.
  • Mantenere supervisione e dialogo costante sull’uso dei dispositivi.
  • Usare strumenti di controllo digitale per tutte le fasce d’età.

Queste indicazioni servono non solo a proteggere la salute dei bambini, ma anche a favorire lo sviluppo cognitivo ed emotivo senza interferenze da stimoli digitali eccessivi.

Un approccio graduale e consapevole

La Sip sottolinea che la tecnologia non va demonizzata, ma introdotta in modo graduale e consapevole, rispettando i tempi di crescita del bambino. La priorità resta la sicurezza, il benessere e lo sviluppo armonico, con dispositivi che diventano strumenti utili solo quando l’età e la maturità del minore lo consentono.

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