Bankitalia, a gennaio i tassi sui mutui per le famiglie scendono al 4,38%
Bankitalia: in gennaio i tassi di interesse sui mutui per le famiglie si collocano al 4,38%. Consumatori: sospiro di sollievo ma pesa ancora il caro mutui degli ultimi anni
Bankitalia, tassi sui mutui per le famiglie scendono al 4,38% (Foto Pixabay)
Calano un po’ i tassi sui mutui per le famiglie. In gennaio i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie (Tasso Annuale Effettivo Globale, TAEG) si sono collocati al 4,38% (dal 4,82 in dicembre); la quota di questi prestiti con periodo di determinazione iniziale del tasso fino a 1 anno è stata del 22% (41% nel mese precedente). Il TAEG sulle nuove erogazioni di credito al consumo si è collocato al 10,75% (10,16 nel mese precedente).
Sono i dati diffusi oggi da Bankitalia nella serie “Banche e monete”. Numeri che vengono accolti dalle associazioni dei consumatori come un “sospiro di sollievo” e una “inversione di tendenza” rispetto alla corsa dei tassi degli ultimi anni. Anche se sulle famiglie il caro mutui continua a pesare.
UNC: sospiro di sollievo sui mutui a tassi variabili
«Prosegue il percorso in discesa dei tassi – commenta il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona – Dopo il picco raggiunto a novembre, quando il Taeg era arrivato al 4,92%, un record che non si vedeva dal dicembre del 2008, subito dopo il fallimento di Lehman Brothers del 15 settembre di quell’anno, quando si era arrivati al 5,19, da due mesi si assiste a una flessione e si ritorna ai livelli di marzo 2023, quando appena sotto, a 4,36. Un primo segnale positivo che dipende dal fatto che la Bce ha interrotto in ottobre i rialzi dei tassi di riferimento, dopo 10 aumenti consecutivi. Un sospiro di sollievo per le famiglie con mutui a tassi variabili».
Codacons: sulle famiglie pesa ancora il caro mutui
Dai numeri di Bankitalia il Codacons rileva un’inversione di tendenza sui mutui ma evidenzia che le politiche al rialzo sui tassi, fatte dalla Bce (Banca centrale europea) negli ultimi due anni continuano a pesare sui costi dei mutui a carico delle famiglie.
L’associazione ha elaborato dei dati, a gennaio, sui siti di comparazione specializzati in mutui. Emerge che per un finanziamento a tasso variabile dell’importo di 150mila euro con durata di 30 anni per l’acquisto della prima casa, la migliore offerta sul mercato prevedeva una rata mensile da 767 euro; erano 442 euro a settembre 2021; il maggior esborso richiesto è di 325 euro a rata, equivalente a +3.900 euro l’anno.
Per un mutuo da 100.000 euro a 25 anni la migliore offerta di gennaio presentava una rata da 557 euro contro i 346 euro di settembre 2021, pari a una maggiore spesa da +2.532 euro annui. Infine per un mutuo da 200mila euro a 20 anni, la rata mensile sale a gennaio di 454 euro rispetto al 2021 (passa infatti da 858 euro a 1.312 euro), con un impatto annuale pari a +5.448 euro.
“La riduzione dei tassi registrata a gennaio è sicuramente un segnale positivo sul fronte dei mutui, ma la strada per tornare alla normalità è ancora molto lunga – afferma il Codacons – Una riduzione influenzata non solo dallo stop alla politica dei rialzi della Bce, ma anche dal crollo delle erogazioni causata dalla forte contrazione delle compravendite immobiliari registrata in Italia nel 2023”.
