Benessere dei polli, ChickenTrack 2025: in Italia serve un maggiore coinvolgimento del settore

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L’edizione 2025 di ChickenTrack presenta un quadro incoraggiante, ma anche la necessità di un impegno più deciso

Benessere dei polli, ChickenTrack 2025: in Italia serve un maggiore coinvolgimento del settore

Benessere dei polli, ChickenTrack 2025: in Italia serve un maggiore coinvolgimento del settore (foto Pixabay)

L’edizione 2025 di ChickenTrack, il report – a cura di Compassion in World Farming (CIWF) – che traccia i progressi delle aziende verso il miglioramento del benessere dei polli allevati attraverso l’implementazione dei criteri dello European Chicken Commitment (ECC), presenta un quadro incoraggiante, ma anche la necessità di un impegno più deciso.

Sono oltre 410 le aziende che hanno sottoscritto l’ECC in Europa. Il report 2025 analizza i progressi delle 107 aziende più influenti in termini di rilevanza geografica, dimensioni e volumi di carne di pollo, registrando una tendenza positiva verso la trasparenza: 76 aziende (il 71%) hanno comunicato pubblicamente i progressi, contro le 64 dell’anno precedente.

Il report evidenzia, però, un dato preoccupante: 31 delle 107 aziende monitorate non hanno ancora comunicato alcun progresso, segnale di un rallentamento negli impegni presi.

ChickenTrack, la situazione in Italia

Secondo quanto emerso dal report, in Italia le aziende monitorate mostrano segnali di movimento positivo, seguendo la scia dei risultati del 2024.

Eataly, ad esempio, ha raggiunto il 90% di progressi sul criterio della genetica, un aumento di 10 punti rispetto al 2024.  Il Gruppo Fileni, che ha completato la transizione ai criteri dell’ECC per tutti i prodotti di pollo a marchio proprio a maggio 2025,  ha registrato un incremento del 12% sul criterio della razza e del 10% della densità rispetto al 2024. 

Risultati positivi anche per Cortilia, mentre Carrefour Italia e bofrost* Italia proseguono nel loro impegno, rendicontando in modo trasparente la situazione della propria filiera rispetto ai criteri dell’ECC.

“Ancora una volta, la transizione in Italia rischia di rimanere allo stallo senza un coinvolgimento decisivo della grande distribuzione e l’adesione di altre grandi realtà produttive – ha dichiarato Bianca Furlotti, Responsabile del Settore Alimentare di Compassion in World Farming Italia -: nei supermercati italiani l’offerta di prodotti di pollo provenienti da allevamenti più rispettosi e da razze a più lento accrescimento resta ancora marginale e confinata a una nicchia premium. L’esempio della Francia – con la quasi totalità della GDO impegnata per l’ECC e gli impegni dei principali produttori nazionali – offre un chiaro segnale dell’orientamento che il mercato sta assumendo. Anche i grandi attori italiani devono muoversi ora, per non restare indietro”.

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