Benzina e diesel, scatta il tetto Eni. Anche IP annuncia un limite al prezzo
Questa mattina l’Eni ha applicato il tetto ai prezzi di benzina e diesel annunciato venerdì. Anche IP annuncia un limite al prezzo dei carburanti. Il Governo ringrazia. La reazione dei consumatori
(foto Pixabay)
Questa mattina Eni ha applicato il tetto ai prezzi di benzina e diesel annunciato venerdì, con prezzi consigliati a 1,990 euro /litro per la benzina (un ribasso di 15,8 centesimi rispetto alla media del prezzo self service della benzina Eni rilevato ieri) e 2,190 euro/litro per il diesel (in calo di 20,9 centesimi rispetto alla media del prezzi self della benzina Eni rilevato ieri). Sempre questa mattina, rileva Staffetta Quotidiana, c’è confusione sui prezzi dei carburanti, fra il tetto annunciato venerdì dall’Eni e da oggi in vigore, il seguente annuncio di ieri da parte di Socar-IP, al momento non ancora tradotto in numeri, e il rialzo dell’accisa sul gasolio in vigore da sabato.
I prezzi di benzina e gasolio
Il risultato, spiega Staffetta, è che benzina e gasolio risultano questa mattina in calo rispetto a ieri, ma il gasolio è in forte aumento rispetto a venerdì per via del rialzo dell’accisa in vigore da sabato (quando l’aliquota è salita di 6,1 centesimi).
Così oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,152 €/l per la benzina e 2,369 €/l per il gasolio; 0,747 €/l per il Gpl e 1,884 €/kg per il metano. Sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 2,214 €/l per la benzina, di 2,420 €/l per il gasolio, 0,885 €/l per il Gpl e 1,802 €/kg per il metano.
Le mosse di Eni e IP
A 48 ore dall’annuncio dell’Eni anche per i distributori IP arriva un limite al prezzo dei carburanti.
Venerdì scorso l’Eni ha annunciato di aver fissato un limite massimo (price cap) al prezzo dei carburanti commercializzati da Enilive pari a 2,19 €/l per il gasolio e a 1,99 €/l per la benzina (circa 17 centesimi in meno rispetto ai livelli medi attuali). Il tetto scatta da oggi e “sarà applicato a partire dal 28 settembre, per una durata iniziale di 30 giorni, con possibilità di estensione fino alla fine dell’anno in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti”, ha spiegato l’Eni. Ha poi aggiunto che “la contrazione dell’offerta di prodotti raffinati sul mercato internazionale che deriva dalle crisi geopolitiche in corso, associata alla carenza di capacità di raffinazione a livello europeo (quasi 30 raffinerie chiuse negli ultimi 15 anni), ha portato i prezzi dei carburanti a livelli estremamente onerosi per le famiglie e le aziende italiane: in questo contesto, Eni intende dare un nuovo contributo di solidarietà al Paese, ai consumatori e alla propria clientela, che si unisce alle iniziative già intraprese dalla Società dallo scorso marzo attraverso un ribaltamento solo in via parziale dell’aumento delle quotazioni internazionali sui prezzi consigliati presso i propri distributori, assorbendone così una parte significativa”.
Dopo l’Eni anche Socar, la società azera che a maggio scorso ha acquisito Ip, ha annunciato di voler imporre a propria volta un limite al prezzo del suo prodotto.
I ringraziamenti del Governo
Il Governo ha subito scritto parole di ringraziamento. Prima per l’Eni, per “l’importante iniziativa di porre un tetto massimo al prezzo di benzina e gasolio. Un lodevole atto di attenzione all’Italia, che va nella auspicata direzione di calmierare il caro carburante che, a causa del difficile contesto internazionale, sta colpendo le famiglie italiane”.
E poi ha diramato una nota su IP in cui il Governo parla di “un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane che conferma che è possibile contribuire concretamente a contenere il caro carburanti”, con un ringraziamento diretto al Presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, “per il segnale di attenzione che rafforza la nostra cooperazione, e il presidente di Socar, Rovshan Najaf. Il Governo continuerà a lavorare per sostenere le famiglie e proteggere il loro potere d’acquisto, soprattutto in questa fase internazionale così complessa”.
Il sostegno dei Consumatori
Le associazioni dei consumatori hanno accolto con favore e consenso la mossa dell’Eni. “Non possiamo che esprimere il nostro consenso e il plauso per questa iniziativa di Eni di mettere un tetto massimo al prezzo dei carburanti – ha commentato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Certo è possibile che questa mossa voglia ridurre le possibilità di una tassazione sugli extraprofitti avanzata da molti in questi mesi, ma ha poca importanza. A fronte dell’immobilismo di questo Governo che fa sempre meno per il caro carburante mentre i prezzi salgono sempre più, superando ogni precedente storico, non possiamo che essere contenti che società quotate in borsa facciano più di quanto faccia la politica”.
Secondo il Codacons, il price cap annunciato dall’Eni determinerà un risparmio da 10,4 euro su un pieno di gasolio, beneficio che sale a 11,2 euro per un pieno di benzina.
Questa mattina, poi, l’UNC ha accolto l’andamento dei prezzi sottolineando che i prezzi scendono “molto poco”. L’effetto Eni ha portato a una discesa ma questa è ancora ridotta sulle medie nazionali dei carburanti. “Insomma, l’iniziativa è servita ed è positiva, soprattutto per chi abita o ha vicino a dove lavora una stazione Eni. Dovremo aspettare qualche giorno per verificare se il presumibile calo delle vendite delle altre insegne muoverà il mercato e invoglierà anche le altre compagnie a ridurre i prezzi”, spiega Dona.
“Ma questi dati ci dicono anche che il Governo deve fare la sua parte e non può lavarsene le mani come Ponzio Pilato, magari attribuendosi il merito dell’iniziativa di Eni – prosegue il presidente UNC – I prezzi medi del gasolio restano astronomici, sopra 2,4 euro in autostrada e sopra 2,3 nelle strade normali. La benzina, abbandonata al suo destino dal 4 luglio, si paga oltre 2,2 in autostrada e oltre 2,1 nella rete stradale. Quindi urge che il Governo ridia agli automobilisti i soldi che ha incassato in più grazie all’Iva, senza i calcoli farlocchi delle accise mobili che nascondono quanto l’erario ha realmente incassato in questi mesi rispetto allo scorso anno”.
