Benzodiazepine, è caos sulla ricetta elettronica: parte ma viene subito fermata
Parte nel caos e viene subito bloccata la ricetta elettronica per le benzodiazepine. Nei giorni scorsi era stata attivata la ricetta bianca dematerializzata anche per questi farmaci, ma senza preventiva comunicazione e coordinamento. La novità è stata bloccata. FIMMG: il pasticcio ricade sulla medicina generale. I liberi farmacisti: “Caos istituzionale senza precedenti”
Benzodiazepine, è caos sulla ricetta elettronica, parte ma viene subito fermata (Foto Pixabay)
Parte ma si ferma subito la ricetta elettronica per le benzodiazepine, ansiolitici e psicofarmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale e sono usati contro ansia, insonnia, attacchi di panico e stati di agitazione. Nei giorni scorsi è stata attivata, e subito fermata, la ricetta bianca dematerializzata per le benzodiazepine.
Senza una preventiva comunicazione agli operatori, nei sistemi prescrittivi è stata attivata la possibilità di emettere la ricetta bianca dematerializzata anche per medicinali soggetti alla normativa sugli stupefacenti, fra i quali appunto le benzodiazepine, finora escluse dalla prescrizione elettronica. Federfarma ha chiesto chiarimenti perché non aveva avuto comunicazioni su come gestire la funzionalità e Sogei, la società che gestisce l’infrastruttura tecnologica del Sistema Tessera sanitaria, ha comunicato di aver sospeso l’estensione della ricetta dematerializzata “bianca” ai medicinali stupefacenti, attivata dal 1° luglio senza una preventiva comunicazione. Il Ministero della Salute è dovuto intervenire spiegando che eventuali prescrizioni dematerializzate rilasciate tra l’1 e il 3 luglio 2026 e presentate in farmacia per la spedizione sono da considerarsi non valide (Quotidiano Sanità). Il caos si è scaricato sui medici di medicina generale, che hanno spiegato di dover ripetere su carta le prescrizioni fatte in modalità elettronica.
Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti (MNLF) ieri ha denunciato: “Quello a cui abbiamo assistito nella scorsa settimana è il simbolo di una Pubblica Amministrazione che procede senza coordinamento e senza una regia. Su un provvedimento che riguarda farmaci delicati come le benzodiazepine è andato in scena un caos istituzionale senza precedenti”.
Lo stop alla ricetta dematerializzata
Federfarma ha spiegato che, dopo l’attivazione della nuova funzionalità, alcune farmacie hanno ricevuto promemoria di ricette dematerializzate “bianche” recanti prescrizioni di medicinali stupefacenti che, secondo la Circolare ministeriale del 2 marzo 2022, non erano prescrivibili con ricetta elettronica. Non avendo avuto comunicazioni sull’avvio di questa modalità prescrittiva e sulle modalità di gestione degli adempimenti previsti dalla normativa, Federfama ha chiesto chiarimenti. Da qui il blocco della funzionalità da parte di Sogei.
Federfarma ha fatto poi sapere che “qualsiasi tentativo di erogazione di prescrizioni stupefacenti emesse in questi giorni riceverà un messaggio di errore. L’erogazione di ricette dematerializzate relative a farmaci stupefacenti è momentaneamente sospesa, fino a nuove indicazioni da parte di Sogei”.
Medici di base: costretti a ripetere le ricette
Il caos è ricaduto sui medici di medicina generale, che hanno trovato nei sistemi prescrittivi la possibilità di prescrivere le benzodiazepine in formato dematerializzato. Poi sono stati costretti a rifare le prescrizioni su carta.
«La sospensione della possibilità di prescrivere in formato dematerializzato benzodiazepine e altri medicinali soggetti a particolari cautele, determinata dalla confusa comunicazione rivolta ai soggetti applicatori, sta scaricando i propri effetti direttamente sulle spalle della medicina generale – ha spiegato il Segretario Nazionale della FIMMG Silvestro Scotti – Migliaia di medici di famiglia si trovano oggi costretti a ripetere ricette già regolarmente emesse e valide a norma di legge, con un aggravio di lavoro amministrativo che nulla aggiunge alla sicurezza del cittadino e molto sottrae al tempo di cura».
«Chiediamo che sia ristabilita con urgenza una data certa di ripristino di tale disponibilità, necessariamente preceduta da una comunicazione chiara e tempestiva ai medici prescrittori e ai farmacisti — prosegue Scotti — Non è accettabile che una misura di natura temporanea si traduca in un periodo di incertezza operativa senza orizzonte definito, sulle cui inefficienze finisce per pagare, ancora una volta, chi opera in prima linea sul territorio».
Liberi farmacisti: caos e ritardi, serve ricetta bianca per le benzodiazepine
Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti (MNLF) sollecita da mesi l’estensione della ricetta elettronica alle benzodiazepine. La Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024, art. 1, comma 317) aveva infatti stabilito che, dal 1° gennaio 2025, tutte le ricette mediche dovessero essere emesse esclusivamente in formato elettronico, comprese le cosiddette “ricette bianche”. L’obbligo, spiega MNLF, riguardava inevitabilmente anche le benzodiazepine e gli altri farmaci ansiolitici.
La ricetta elettronica per questi farmaci garantirebbe “un controllo più efficace dell’appropriatezza prescrittiva, oltre a permettere il monitoraggio puntuale della durata delle terapie e della regolarità della dispensazione”.
Ieri i liberi farmacisti hanno diffuso una nota molto critica in cui denunciano il caos, i ritardi e l’improvvisazione di tutta la questione.
Secondo alcune ricostruzioni, scrive MNLF, “l’avvio dell’utilizzo della ricetta dematerializzata per la prescrizione di questi farmaci sarebbe partito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, trovando il Ministero della Salute impreparato. Ordini professionali, medici, farmacisti e software house sarebbero stati informati solo a ridosso dell’entrata in vigore del provvedimento, senza il tempo necessario per adeguare procedure e sistemi informatici. Risultato disomogeneità nell’applicazione a livello regionale. Se questi fatti saranno confermati, siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di una macchina amministrativa incapace di programmare e coordinare una riforma prevista dalla legge da oltre un anno”.
Tutto questo accade in un contesto in cui “il consumo di antidepressivi, ansiolitici e benzodiazepine continua a crescere, coinvolgendo sempre più anche adolescenti e giovani”. I liberi farmacisti rivendicano che “la ricetta elettronica non è un semplice adempimento burocratico. È uno strumento essenziale per monitorare le prescrizioni, prevenire gli abusi, verificare la durata delle terapie e rafforzare la sicurezza dei pazienti. Per questo i ritardi accumulati sono ancora più gravi e l’assenza di indicazioni operative pericolosa”. In mezzo ci sono i pazienti e le loro esigenze.
