Bullismo e cyberbullismo, oggi la Giornata di prevenzione
Si celebra oggi la Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo
Lotta al bullismo e al cyberbullismo, oggi la Giornata nazionale (Immagine Ministero della Salute)
Si celebra oggi la Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, istituita nel 2017 su iniziativa del Miur nell’ambito del Piano nazionale per la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo a scuola.
Le agenzie governative, sempre attive sul tema, collaborano con i gruppi di difesa, gli educatori e le aziende per sviluppare strategie complete e quadri giuridici per favorire una maggiore educazione alla sicurezza online nelle scuole a partire dall’alfabetizzazione digitale rivolta a adulti e ragazzi.
Il bullismo a scuola
Secondo i dati della Sorveglianza Health Behaviour in School-aged Children – HBSC Italia 2022 ( https://www.epicentro.iss.it/hbsc/indagine-2022-nazionali-convegno-8-febbraio-2023 ) gli atti di bullismo subìti a scuola sono più frequenti nei più piccoli (11 – 13 anni) e nelle ragazze; per il bullismo le proporzioni sono simili a quelle del 2017/18.
Gli 11enni vittime di bullismo sono il 18,9 % dei ragazzi e il 19,8% delle ragazze mentre il cyberbullismo nella stessa fascia di età coinvolge il 17,2% dei ragazzi e il 21,1% delle ragazze.
Secondo la Direzione Centrale Polizia Criminale per i casi di cyberbullismo c’è stato un aumento del 13% tra il 2020 e il 2021: nella fascia di età 0-9 anni i dati sono rimasti sostanzialmente identici mentre l’incremento maggiore ha riguardato la fascia di età 14-17 anni.
Nonostante la legge preveda che un utente possa avere accesso ai social media solo dopo aver compiuto 13 anni, la realtà mostra una presenza massiccia di preadolescenti che hanno aperto un profilo indicando un’età maggiore o hanno usato quello di un adulto: il 40,7% degli 11-13enni in Italia usa i social media, con una prevalenza femminile (47,1%) rispetto a quella maschile (34,5%). Alcune rilevazioni sugli adolescenti di 11, 13 e 15 anni, mostrano che il 13,5% del campione fa un uso problematico dei social media e il 24% dei videogiochi.
Primo accesso in rete a un’età sempre minore
In occasione del Safer Internet Day 2024 Save the Children ha colto l’opportunità di ricordare l’importanza dell’uso consapevole e sicuro della rete e di promuovere un’educazione sull’utilizzo degli strumenti digitali, che passi attraverso il coinvolgimento di istituzioni e figure adulte di riferimento. Di seguito alcuni trend significativi:
- è in diminuzione l’età media del primo accesso in rete,
- in aumento, invece il tempo medio trascorso online dai più giovani, specialmente dopo la pandemia
Attraverso l’educazione e la collaborazione reciproca, l’obiettivo della giornata mira a sensibilizzare il cittadino tracciando un percorso d’inclusività empatia e tolleranza.
Raffaela Milano, Direttrice Programmi e Advocacy Italia-Europa di Save the Children dichiara: “L’ambiente digitale rappresenta per le giovani generazioni una straordinaria opportunità di abbattimento delle disuguaglianze e di ampliamento degli orizzonti, ma è necessario che tutti i bambini, le bambine e gli adolescenti siano accompagnati nella acquisizione delle competenze indispensabili per navigare in rete in modo creativo e consapevole. Per questo motivo è necessario coinvolgere e formare le figure adulte di riferimento, a partire dai genitori e dai docenti, anche sulle nuove frontiere dell’Intelligenza Artificiale”.
L’Unione Europea ha avviato un processo di definizione e approvazione della Proposta di Regolamento sulla prevenzione e la lotta contro gli abusi sessuali sui minori. In attesa dell’adozione della nuova regolamentazione, è importante estendere la deroga temporanea al Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche (Codice dell’ePrivacy), per evitare che i fornitori di servizi di comunicazione non siano più autorizzati a utilizzare tecnologie per rilevare la circolazione sia di immagini già note sia di nuove immagini di abusi sessuali su minori, né i casi di adescamento di bambini e bambine a fini sessuali, e segnalarlo alle autorità pubbliche.
