Codici critica il nuovo Plafond di 2 miliardi di euro messo a disposizione dalla Cassa Depositi e Prestiti, secondo una convenzione con l’Abi, per la concessione di mutui ipotecari a persone fisiche. Oltre a non risolvere la grave emergenza casa, l’iniziativa si presta a diverse criticità. C’è chi parla con facile entusiasmo di facilitazioni per l’erogazione dei mutui per l’acquisto, la ristrutturazione della casa o l’accrescimento dell’efficienza energetica.
In realtà non è tutto oro quello che luccica: il fondo non è un aiuto di Stato ma è basato sui soldi dei correntisti. Vengono agevolate le persone che già si possono permettere di comprare una casa. Inoltre, si erogano tali fondi seguendo le logiche di mercato.
Allora, chiede il Codici, che vantaggio c’è per i cittadini? Un’iniziativa veramente utile dovrebbe aiutare quei consumatori che non hanno i requisiti necessari per accedere ai mutui. Sarebbe utile creare un fondo che veramente potesse fungere da polmone finanziario per dare nuova vita al mercato immobiliare. Purtroppo, però, non è così, visto che la convenzione non è una misura agevolativa che prevede uno sconto sul tasso d’interesse. Infine le banche mantengono un ruolo del tutto vantaggioso: sono loro, con i propri parametri, a fare l’istruttoria. Addirittura esse aggiungono un proprio Spread personalizzato.
“In realtà non stiamo parlando di aiuti di stato, ma aiuti dei consumatori, perchè vengono utilizzati i soldi del risparmio postale! – commenta Luigi Gabriele, Responsabile Rapporti Istituzionali Codici – Un’iniziativa presentata come vantaggiosa, in realtà risulta anche più costosa, perché c’è una doppia cessione del credito che comporta un costo aggiuntivo, visto che c’è un ulteriore contratto da firmare. Siamo di fronte ad una media di 10.000 mutui a tasso fisso. Questo non rilancerà mai il mercato immobiliare, ma è solo l’ennesimo favore che si fa alle banche. In pratica, con i soldi dei consumatori si fanno i prestiti ai più agiati, come se il governo prendesse soldi ai poveri per darli a i ricchi”.


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