Cittadini e competenze digitali, Italia quart’ultima in Europa
L’Italia è al quart’ultimo posto in Europa per competenze digitali di base fra i cittadini. Nel 2021 meno della metà dei cittadini (45,7%) ha infatti competenze digitali almeno di base
Competenze digitali di base dei cittadini, Italia quart’ultima in Europa (Fonte foto Pixabay)
L’Italia è al quart’ultimo posto in Europa per competenze digitali di base fra i cittadini. Nel 2021 infatti poco meno della metà dei cittadini (persone 16-74 anni residenti in Italia) ha competenze digitali almeno di base: il 45,7%. Il divario tra i diversi Paesi europei risulta piuttosto elevato e l’Italia occupa le ultime posizioni delle graduatoria europea, seguita solo da Polonia, Bulgaria e Romania e preceduta da tutti gli altri paesi, nonché a notevole distanza dalla Finlandia e dall’Olanda, dove quasi otto cittadini su dieci hanno competenze digitali di base.
Istat: cittadini e competenze digitali
Il quadro viene dal report Istat “Cittadini e competenze digitali” che fotografa la situazione in Italia.
C’è un divario di genere a favore degli uomini, soprattutto nella popolazione anziana: le competenze digitali almeno di base sono caratterizzate da un forte divario di genere a favore degli uomini, che, nel nostro Paese è di 5,1 punti percentuali; va però sottolineato che fino ai 44 anni tale distanza si annulla e in alcuni casi si inverte di segno.
C’è inoltre un ampio divario territoriale fra Centro-Nord e Mezzogiorno, a eccezione della Sardegna, che si attesta sul valore medio. Le regioni dove le competenze digitali almeno di base sono più diffuse sono il Lazio (52,9%), seguito dal Friuli-Venezia Giulia (52,3%) e dalla Provincia Autonoma di Trento (51,7%).
Fra i fattori che incidono ci sono età e istruzione. L’80,3% delle persone di 25-54 anni con un’istruzione terziaria possiede infatti competenze digitali almeno di base, valore quasi in linea con quello medio EU27 (83%), mentre tale quota cala al 25% per quelli con titolo di studio primario, con una distanza di circa 8 punti percentuali rispetto al valore medio EU27.

Competenze digitali di base, italiani agli ultimi posti
Le competenze digitali, spiega l’Istat nel report, “rientrano nel piano d’azione del pilastro europeo dei diritti sociali e in quello per l’istruzione digitale. L’obiettivo target fissato per il 2030 è l’80% di cittadini (utenti di Internet negli ultimi 3 mesi e tra i 16 e i 74 anni) con competenze digitali almeno di base (per tutti i 5 domini individuati dal framework 2.0, ossia “alfabetizzazione all’informazione e ai dati”, “comunicazione e collaborazione”, “creazione di contenuti digitali”, “sicurezza” e “risoluzione dei problemi”). Nel 2021 tale quota a livello europeo è pari al 53,9%”.
Rimane alto il divario fra i diversi paesi europei, con una variazione che supera il 50% fra il primo paese e l’ultimo della graduatoria. In fondo alla classifica c’è la Romania con il 27,8%, preceduta dalla Bulgaria (31,2%), dalla Polonia (42,9%) e dall’Italia (45,7%). La Finlandia (79,2%) e l’Olanda (78,9%) già nel 2021 presentano valori quasi in linea con l’obiettivo target del 2030.
Età e titolo di studio sono i principali fattori discriminanti, ma anche i giovani sono indietro rispetto alla media europea. In Italia, come negli altri paesi europei, le competenze digitali sono infatti caratterizzate da forti divari associati alle caratteristiche socio-culturali della popolazione.
“Nel 2021 il 61,7% dei ragazzi di 20-24 residenti in Italia che ha usato internet negli ultimi 3 mesi ha competenze digitali almeno di base – spiega l’Istat – Tale quota decresce rapidamente con l’età per arrivare al 41,9% tra i 55-59enni e attestarsi al 17,7% tra le persone di 65-74 anni. Per tutte le coorti considerate, persino tra le più giovani, si evidenziano valori nettamente inferiori a quello medio EU27. Tra i giovani di 16-19 anni si riscontra una distanza di 10,5 punti percentuali mentre tra i 20-24enni si sale a 11 punti di differenza”.
