Clausole di salvaguardia, Feder-Adusbef: applicarle è un rischio per il Paese

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Comparsa nel 2011, con il decreto legge 98, la clausola di salvaguardia è la norma che prevede l’aumento automatico dell’IVA qualora non vengano recuperati 6,5 miliardi l’anno attraverso il riordino dei bonus fiscali e assistenziali. Dalla sua entrata in vigore ad oggi, la norma è stata più volte modificata (la legge di stabilità del 2013 riduce a un punto l’aumento dell’IVA) ma mai del tutto abolita.Questo continua a suscitare l’apprensione delle associazioni dei consumatori, che mettono in guardia circa le conseguenze che l’aggravio annuo di 842 euro (dati Osservatorio Nazionale Federconsumatori) potrebbe causare sulle famiglie. “Un peso”, commentano Federconsumatori e Adusbef, “che le famiglie e l’intero sistema economico, afflitto ancora da una carenza cronica di domanda, non si possono permettere”.

Infatti, secondo quanto calcolato dall’O.N.F., le clausole previste dalla passata Legge di Stabilità avrebbero effetti disastrosi sull’intera economia, considerando le ricadute dirette (l’aumento dei prezzi) ed indirette (dovute all’effetto moltiplicatore che l’aumento dei costi di produzione e di trasporto produrrebbe sull’intero sistema dei prezzi, incrementando quindi anche quelli dei beni primarie con IVA al 4%).

Tra rinvii e annunci, infatti, non si ha certezza circa l’individuazione delle coperture necessarie all’eliminazione definitiva di tali clausole per il 2017 e per il 2018. “Gli annunci ed i generici impegni del Governo non sono più sufficienti, è necessario dar seguito alle rassicurazioni attraverso fatti e provvedimenti concreti”, dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti delle associazioni. “Eliminare le clausole di salvaguardia è una priorità assoluta per il Paese”.

 

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