Clausole vessatorie, MC: vigileremo sull’operato di Google, Dropbox e Apple
L’Antitrust ha riconosciuto l’esistenza di clausole vessatorie nei contratti proposti da Google, Dropbox e Apple. L’associazione Movimento Consumatori pronta a tutelare gli interessi collettivi dei consumatori
L’Antitrust ha emanato recentemente tre provvedimenti contro Google, Apple e Dropbox, con i quali ha dichiarato vessatorie alcune clausole contenute nei termini e nelle condizioni generali applicate da queste società nei confronti degli utenti.
I provvedimenti sopraggiungono alla conclusione di un procedimento iniziato nell’agosto dell’anno scorso, al quale ha partecipato anche Movimento Consumatori, quale associazione interpellata a presentare le proprie osservazioni sui profili di illegittimità riscontrati.
“Movimento Consumatori – afferma Paolo Fiorio, coordinatore del Servizio legale MC – vigilerà sull’operato delle tre società assicurandosi che provvedano rapidamente a modificare le clausole, adeguandosi alla decisioni dell’Agcm. Nel caso in cui non venissero modificate le clausole giudicate vessatorie, MC avvierà ogni possibile iniziativa a tutela degli interessi collettivi dei consumatori”.
Le clausole vessatorie
MC ricorda, dunque, che l’Agcm ha dichiarato vessatorie: l’esclusione di responsabilità delle società per il caso di perdita dei dati degli utenti, in quanto forma illegittima di limitazione della responsabilità del professionista, la facoltà di sospendere o interrompere l’accesso dell’utente ai servizi unicamente sulla base della volontà del professionista, e senza il necessario rispetto di un termine di preavviso, e la previsione del diritto del solo professionista di modificare liberamente le caratteristiche del prodotto o del servizio (compreso il prezzo) senza indicare i giustificati motivi, necessari invece per legge.
