Consumo di alcol, 8 milioni di persone a rischio. Binge drinking anche fra i minorenni

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In Italia non si riducono i comportamenti a rischio legati al consumo di alcol. Ci sono 8 milioni di consumatori a rischio e 4 milioni e 130 mila che fanno binge drinking

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Consumo di alcol, 8 milioni di persone a rischio. Binge drinking anche fra i minorenni (Foto MART PRODUCTION per Pexels)

Non diminuisce il consumo di alcol in Italia e soprattutto non si riducono i comportamenti a rischio legati al consumo e all’abuso di alcolici, come il binge drinking, il bere per ubriacarsi, che coinvolge oltre quattro milioni di consumatori in Italia. L’Istituto Superiore di Sanità ha diffuso i dati del consumo di alcol in occasione dell’Alcohol Prevention Day 2025. E non sono affatto buoni.

Nel 2023 in Italia ci sono 8 milioni di italiani di età superiore agli 11 anni (il 21,2% dei maschi e il 9,2% delle femmine) che hanno bevuto quantità di alcol tali da esporre la propria salute a rischio. Quattro milioni e 130 mila persone hanno bevuto per ubriacarsi e 780.000 sono stati i consumatori dannosi, coloro cioè che hanno consumato alcol provocando un danno alla loro salute, a livello fisico o mentale. Rimane distante il raggiungimento degli Obiettivi di Salute Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Il quadro viene dall’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità, Ona-Iss, che ha rielaborato attraverso il Sisma (Sistema di Monitoraggio Alcol-DPCM 3/3/20217), i dati della Multiscopo Istat, in occasione dell’Alcohol Prevention Day. I dati sono stati presentati ieri.

 

Fonte: ISS, Alcohol Prevention Day 2025

 

Consumo di alcol ed età a rischio: preoccupano i minori

In Italia non si riducono dunque i comportamenti a rischio legati al consumo di alcol. I consumatori a rischio sono stabili soprattutto fra le fasce più vulnerabili: minori, giovani, donne e anziani. Rimane diffuso – e il fenomeno è preoccupante – il bere per ubriacarsi, o binge drinking, che riguarda tutte le fasce di popolazione e non risparmia gli anziani. I consumi fuori pasto risultano in costante aumento in particolare tra le donne (23,9%) tra le quali sono 1 milione e 230 mila le consumatrici che bevono per ubriacarsi.

È in aumento anche la mortalità totalmente attribuibile all’alcol. Dei 780.000 consumatori dannosi, clinicamente pazienti con Disturbi da Uso di Alcol, 310.000 sono donne. E solo l’8,1% è preso in carico dal Servizio Sanitario Nazionale, mentre oltre il 90% non è stato mai intercettato.

Nel report l’ISS evidenzia l’estrema preoccupazione per la fascia di età 11-15 anni, nella quale risultano a rischio il 9,1% dei ragazzini e il 6,6% delle ragazzine, età nella quale l’alcol non dovrebbe essere consumato né offerto per le norme che vietano vendita e somministrazione ai minori di anni 18.

“Le elevate percentuali di consumatori e consumatrici a rischio tra gli 11 e i 17 anni – spiega l’ISS – identifica la dimensione vasta e incontrollata del mancato rispetto della legalità da parte di chi vende o somministra bevande alcoliche a individui al di sotto dell’età minima legale, per i quali risulta ampiamente carente l’approccio di tutela non esclusivamente normativo ma etico e sociale”.

Fra i consumatori a rischio per il consumo di alcol, preoccupano soprattutto i giovani (circa 1.260.000 tra gli 11 e 24 anni, di cui 615.000 minorenni) e le donne (circa 2,5 milioni, con il 13,3% di consumatrici a rischio tra le minorenni 11-17enni).

Il binge drinking

La diffusione del consumo di alcol eccessivo e fuori pasto, per ubriacarsi, fuori pasto, segna numeri in aumento. Il binge drinking, o “consumo episodico eccessivo” è “l’ingestione di più bevande alcoliche di qualsiasi tipo assunte consecutivamente in un tempo ristretto. In Italia è identificato come un consumo, in un’unica occasione, di oltre 6 bicchieri di bevande alcoliche (un bicchiere, una Unità Alcolica di 12 grammi di alcol puro)”.

In ogni classe di età il binge drinking è diffuso di più fra i ragazzi e gli uomini, a eccezione degli under 18 anni, un’età nel quale il consumo di alcol dovrebbe essere pari a zero. In Italia risultano 4,13 milioni di binge drinker, il cui andamento negli ultimi 10 anni mostra un aumento dell’80% nelle ragazze, fra le quali si passa dal 2,5% nel 2013 al 4,5% nel 2023; anche i ragazzi vedono un incremento del 19% tra il 2019 e il 2023, senza alcun accenno a un calo dei consumi tesi all’intossicazione.

Sono 74 mila i minori 11-17enni di entrambi i sessi che bevono per ubriacarsi, ma è tra i 18-24 anni che si raggiungono i valori massimi in assoluto nella popolazione, con 590mila binge drinker.

“La tendenza del binge drinking nel 2023 testimonia l’invarianza persistente di un fenomeno che non si è giovato di misure e iniziative di contrasto e di efficace prevenzione nel corso dell’ultimo decennio – spiega l’ISS – Il bere per ubriacarsi è più frequentemente connotante la cultura delle happy hours, contesto in cui il consumo fuori pasto, già di per sé più dannoso per la salute, è reso ancora più nocivo dall’assunzione di quantità di alcolici sicuramente intossicanti l’organismo, in particolare per donne, minori, giovani”.

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