Crisi acqua Roma, oggi incontro in Campidoglio contro rischio razionamento
“La sospensione della captazione di acqua dal lago di Bracciano non è stata una scelta, è stato un obbligo”: così il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, che ha chiesto all’Acea di trovare una proposta alternativa per evitare che venga razionata l’acqua a un milione mezzo di romani. La situazione è critica. C’è il rischio concreto che dal fine settimana si proceda alla turnazione nell’erogazione di acqua. Oggi è annunciato un incontro in Campidoglio fra l’assessore regionale competente e Acea.
“Credo che se è vero che veniva prelevato solo un millimetro al giorno, dire poi che bisogna bloccare acqua per otto ore al giorno a gran parte dei romani sia un’esagerazione – ha detto Zingaretti – Chiedo ad Acea, che è l’ente gestore, di formalizzare una proposta alternativa. Noi faremo di tutto per collaborare, compreso valutare captazioni da altre fonti per permettere di garantire il servizio idrico alla città. Ora è tempo di trovare soluzioni dialogando. Io credo si possano trovare”. Allo stesso tempo, da Acea ieri hanno fatto sapere che se la Regione non presenterà un piano alternativo con l’uso di altre fonti o l’aumento di portata di quelle attuali, “Acea non potrà fare altro che procedere con il piano di rigide turnazioni già annunciato”.
Mentre dunque si attende una soluzione per evitare che venga tagliata l’acqua a turno nella Capitale, sono già venti i Comuni in provincia di Roma in cui vige la turnazione dell’acqua. Come si legge sull’Ansa, “il ‘razionamento’ della risorsa idrica predisposto da Acea come misura per fronteggiare la crisi idrica era partito a giugno con 15 comuni ed ora, a quanto si apprende, è arrivato a quota venti. Lo stop dell’acqua in questi centri avviene alcune ore a settimana previa comunicazione. Tra i paesi interessati dai turni: Rocca Priora, Rocca di Papa, Zagarolo, Montecompatri, Grottaferrata e Lariano”.
Cosa devono fare i cittadini di fronte a tutto questo? Se alcune associazioni dei Consumatori paventano il rischio che sull’acqua si stia giocando una battaglia politica sulle spalle dei cittadini, l’Adoc reagisce chiedendo che, in caso di razionamento su turni di otto ore di acqua per i romani, questi siano esentati dal pagamento della bolletta per almeno un trimestre o, quantomeno, venga loro ridotto l’importo in proporzione al disagio subito. “Ci auguriamo che non si debba arrivare al razionamento dell’acqua per i cittadini romani ma, in caso contrario, chiediamo che gli abitanti della Capitale, stretta nella morsa del caldo e dall’afa da due mesi, siano esentati dal pagamento della bolletta per un servizio che non ricevono – ha detto Roberto Tascini, presidente dell’Adoc – o, quantomeno, venga loro ridotto l’importo in proporzione al disagio subito. Fermo restando che l’emergenza acqua è un fenomeno grave e palpabile, figlio di un cambiamento climatico purtroppo ben avviato, non crediamo che debbano essere i cittadini a pagare le inefficienze strutturali di una rete che, dati Istat alla mano, disperde quasi la metà dei flussi di acqua. La situazione odierna era ampiamente prevedibile e, nel tempo, diventerà una costante: prima di vessare gli utenti si sanino inefficienze e disservizi decennali”. L’Adoc chiede poi di prevenire la catastrofe ambientale del lago di Bracciano.
Nel frattempo Legambiente Lazio ha pubblicato il dossier sull’abbassamento dei laghi, dove si lege che “a giugno 2017 si registrano valori di mm caduti di pioggia ridotti dell’80% rispetto ai massimi registrati negli anni precedenti, per quanto riguarda Albano, Nemi, Canterno e Fiuggi, e fino all’85% nella zona di Bracciano, Trevignano e Bolsena”.
“Il cambiamento climatico impone un radicale cambiamento soprattutto nella gestione della risorsa idrica, altrimenti ci si ritroverà in tempi brevi con riserve vuote ed ecosistemi acquatici danneggiati in maniera irreversibile”, denuncia l’associazione ambientalista, che ricorda le altissime percentuali di dispersione idrica della Regione Lazio. Fondamentale è adeguare le condutture e cambiare gli stili di vita per evitare sprechi d’acqua. C’è’ da considerare che “la dispersione idrica degli acquedotti laziali è altissima: secondo i dati di Ecosistema Urbano 2016, l’acqua che si perde nelle tubature è il 44,4% a Roma, il 53,8% a Rieti, il 67,0% a Latina e addirittura il 75,4% a Frosinone. In pratica oltre la metà dell’acqua di sorgente o prelevata da altri corpi idrici, come dimostra il caso di Bracciano, che entra negli acquedotti, si disperde prima di essere utilizzabile per usi civili”.
