Ddl concorrenza, l’analisi dei Consumatori su Rc Auto, carburanti e telecomunicazioni

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Le associazioni ADOC, Assoutenti e Unione Nazionale Consumatori analizzano le misure previste dalla bozza del Ddl concorrenza

Ddl concorrenza, l'analisi dei Consumatori su Rc Auto, carburanti e telecomunicazioni

Ddl concorrenza, l'analisi dei Consumatori su Rc Auto, carburanti e telecomunicazioni (foto Pixabay)

Le associazioni dei consumatori seguono l’evoluzione del Disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza, che contiene interventi destinati ad incidere direttamente sui diritti degli utenti e sul funzionamento di mercati particolarmente rilevanti, quali quello assicurativo e delle telecomunicazioni.

Ddl concorrenza, il parere dell’ADOC

L’associazione ADOC esprime, in particolare, un primo giudizio favorevole sull’articolo 13 del provvedimento, che – spiega Anna Rea, Presidente dell’ADOC – “estende ai servizi di telecomunicazioni le misure correttive già previste per i contratti di energia elettrica e gas, contribuendo ad assicurare un quadro regolatorio più uniforme tra i diversi servizi di pubblica utilità”. Per l’associazione “si tratta di un intervento che rafforza la tutela dei consumatori nei confronti di pratiche commerciali scorrette e va nella direzione di una maggiore equità del mercato”.

“Accogliamo con favore – afferma inoltre la Presidente dell’ADOC – anche la delega al Governo per la riforma dell’assicurazione RC Auto, che rappresenta un passaggio importante verso un sistema assicurativo più moderno, fondato su una più corretta valutazione del rischio, sul rafforzamento della lotta alle frodi e sul miglioramento dell’efficienza del risarcimento diretto. L’obiettivo di correlare maggiormente il premio assicurativo al rischio effettivamente assunto dalle imprese è condivisibile, così come l’intenzione di valorizzare i comportamenti di guida virtuosi e di ridurre progressivamente il peso delle variabili indirette, in particolare quella territoriale, che negli anni ha determinato significative disparità di trattamento tra gli assicurati”.

Per ADOC “è positiva anche la revisione del sistema Bonus/Malus attraverso metodologie di valutazione del rischio più evolute, purché tali strumenti siano fondati su criteri trasparenti, verificabili e non discriminatori”.

Secondo l’associazione permangono tuttavia alcune rilevanti criticità che dovranno essere affrontate nella fase di attuazione della delega: “in primo luogo, occorrerà definire con estrema chiarezza quali dati saranno utilizzati per la profilazione del rischio e quali garanzie saranno previste a tutela della privacy e dei diritti degli assicurati. L’utilizzo di banche dati sempre più estese e di algoritmi predittivi non può tradursi in forme di discriminazione indiretta o in una limitazione dell’accesso alla copertura assicurativa”.

“Anche il rafforzamento delle misure antifrode – prosegue Rea – costituisce un obiettivo condivisibile, ma dovrà essere accompagnato da adeguate garanzie procedurali, affinché gli strumenti di prevenzione non comportino ritardi nella liquidazione dei sinistri né penalizzino gli assicurati in buona fede. Allo stesso tempo, sarà fondamentale verificare che la revisione del sistema di risarcimento diretto produca benefici concreti in termini di rapidità, trasparenza e contenimento dei costi per gli utenti”.

UNC: passi indietro sui carburanti

Anche l’Unione Nazionale Consumatori interviene sul ddl concorrenza, che – secondo il suo parere – fa dei “passi indietro sui carburanti“, mentre “l’unico passo avanti sembra essere l’articolo che estende il giro di vite sul teleselling dato per luce e gas anche al settore delle telecomunicazioni“.

“Con la scusa di dare una stretta antimafia, doverosa e più che condivisibile, per poter aprire un impianto di distribuzione dei carburanti, si passa dal silenzio assenso al rilascio dell’autorizzazione espressa con tutti i ritardi che ne conseguono, dato che i 90 giorni non sono mai stati rispettati nel nostro Paese”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Inoltre, se è doveroso e sacrosanto verificare la documentazione antimafia, ci domandiamo a quale titolo per poter aprire un’impresa non bastino, come è attualmente, la verifica della conformità al piano regolatore, alle prescrizioni fiscali, a quelle concernenti la sicurezza sanitaria, ambientale e stradale, la tutela dei beni storici e artistici, ma addirittura serva la dimostrazione che si sta applicando il contratto collettivo nazionale di lavoro di settore. Insomma, un regalo ai distributori esistenti e un ostacolo e un giro di vite alle aperture future”, conclude Dona.

Ddl concorrenza, Assoutenti su Rc Auto: occasione mancata

L’art. 14 del Ddl Concorrenza che delega il Governo alla riforma dell’assicurazione RC auto, è per Assoutenti “un’occasione mancata”.

“Invece di rottamare il risarcimento diretto, un sistema che in quasi vent’anni non ha ridotto i premi né migliorato i risarcimenti, il Governo vorrebbe puntellarlo con ulteriori stampelle e alchimie finanziarie sui forfait – dichiara il presidente Gabriele Melluso –. Nessuna misura della delega affronta i veri nodi: i diritti degli assicurati, la trasparenza dei risarcimenti, la concorrenza reale tra imprese. Così si consolida di fatto un oligopolio assicurativo che pesa sulle tasche di 40 milioni di automobilisti”.

Sulla stessa linea Stefano Mannacio, responsabile assicurazioni di Assoutenti: “Basterebbe tornare a un principio di responsabilità civile pura: chi rompe paga. Sul fronte dei premi, la strada è imporre una polizza RC con franchigia a carico del responsabile civile, che responsabilizza chi causa i sinistri invece di scaricarne i costi su tutti. E serve un disboscamento delle clausole vessatorie che impediscono ai danneggiati di riparare l’auto dove vogliono, come la legge già garantisce. La delega parla di bonus/malus evoluti e antifrode, ma tace su tutto questo: invece di dare agli assicurati più diritti, più mercato e più concorrenza, si blinda l’esistente“.

Assoutenti chiede, quindi, al Parlamento di modificare la delega, introducendo criteri direttivi su libertà di scelta del riparatore, nullità delle clausole limitative e superamento del CARD.

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