inchiesta foie gras

Foie gras, quale benessere animale?

Una nuova inchiesta delle associazioni animaliste dimostra l’incompatibilità fra alimentazione forzata, benessere animale e produzione di foie gras. Le associazioni di tutela degli animali tornano sul voto del Parlamento europeo, che qualche giorno fa ha salvato la produzione di foie gras (vietata in diversi paesi fra cui l’Italia) considerando di fatto l’alimentazione forzata di oche e anatre come una pratica che rientra nel benessere animale in quanto “la fase di ingrasso…rispetta i parametri biologici dell’animale”.

Inchiesta di L214 sugli allevamenti di foie gras

«Una recente inchiesta realizzata dall’organizzazione francese per la protezione degli animali L214 rivela una realtà sconcertante all’interno degli allevamenti di foie gras del Sud-Est della Francia, zona in cui la produzione del foie gras è riconosciuta con il marchio IGP», denuncia oggi Animal Equality.

«Le immagini dell’investigazione mostrano 1.900 anatre schiacciate all’interno delle gabbie nelle stanze dove avviene l’alimentazione forzata. La densità all’interno delle gabbie è tale che non permette loro di spiegare le ali, mentre il pavimento in rete metallica provoca lesioni alle zampe degli animali. Le anatre sono alimentate a forza con una pompa pneumatica causando loro diarrea, asma e aumento della mortalità».

 

anatre oche
Foie gras, il Parlamento europeo salva l’alimentazione forzata

 

Animal Equality: sono anche potenziali focolai di influenza aviaria

Le immagini sono impressionanti ed evidenziano le condizioni di sofferenza in cui si ritrovano i volatili.

Animal Equality aggiunge che «questi allevamenti costituiscono dei potenziali focolai di influenza aviaria. Prima di essere ammassate nella sala di alimentazione, infatti, le anatre sono state spostate più volte tra diverse regioni della Francia aumentando considerevolmente i rischi di diffusione dell’epidemia che sta mietendo svariate milioni di vittime negli allevamenti di tutta Europa, una situazione che viene denunciata anche dai sindacati agricoli francesi».

Foie gras, il voto del Parlamento europeo

Di fronte a questa nuova inchiesta, l’associazione ribadisce la gravità del voto del Parlamento europeo che ha salvato il foie gras.

Questo alimento, considerato di lusso, si ottiene con l’alimentazione forzata di anatre e oche, con un lungo tubo metallico che inserisce direttamente nello stomaco dei volatili le razioni di cibo. È una fase di ingozzamento che fa crescere il fegato degli animali anche di dieci volte.

«Sebbene ogni singolo studio scientifico indipendente (cioè non finanziato dall’industria del foie gras) nel mondo abbia denunciato questa pratica come dannosa per gli animali e incompatibile con qualsiasi standard di benessere animale», ricorda Animal Equality, per la relazione votata a Strasburgo “la produzione di foie gras, si basa su procedure di allevamento che rispettano i criteri di benessere degli animali, (..) dove l’ingrasso (…) rispetta i parametri biologici dell’animale“.

La produzione del foie gras è già illegale in 22 Stati dell’Unione europea, compresa l’Italia. Cinque stati membri Ue (Bulgaria, Francia, Spagna, Ungheria e Belgio) hanno una deroga speciale per i loro legami tradizionali con questo cibo, considerato patrimonio regionale.

Naturalmente soddisfatti del voto al Parlamento europeo sono stati Euro Foie Gras e agricoltori e agrocooperative Ue di Copa-Cogeca. Il presidente di Euro Foie Gras Christophe Barrailh, ha commentato così il voto di qualche giorno fa: «Accogliamo con grande favore il supporto espresso dal Parlamento nei confronti del nostro settore. Gli sforzi continui che abbiamo compiuto per preserva le nostre specificità e gli alti standard di benessere degli animali sono stati considerati».

Copa-Cogeca aggiunto questo: «È inoltre essenziale osservare che, a differenza di quanto dichiarato per altri prodotti, allo stato attuale delle conoscenze e delle tecniche disponibili risulta impossibile produrre foie gras senza l’alimentazione forzata».

Secondo Animal Equality non sono queste le pratiche che possono invece portare a una transizione green e sostenibile quale quella voluta dalla Commissione europea con Farm to Fork e Green Deal.


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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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