Foie gras, il Parlamento europeo salva l'alimentazione forzata
Foie gras, il Parlamento europeo salva l’alimentazione forzata
Il Parlamento europeo “salva” l’alimentazione forzata che serve per la produzione di foie gras, vietata in Italia e non solo. La denuncia degli animalisti verso il report sul “benessere degli animali negli allevamenti”
Il Parlamento europeo salva il foie gras e fa rientrare l’alimentazione forzata nel “benessere animale”. Il Parlamento ha infatti approvato nei giorni scorsi il “Rapporto di attuazione sul benessere degli animali negli allevamenti” della Commissione Agricoltura (con 496 voti favorevoli, 140 contrari e 51 astenuti) che non vieta l’alimentazione forzata per la produzione di foie gras. Anzi la salva, nonostante sia vietata in diversi paesi fra i quali l’Italia.
Alimentazione forzata, foie gras “salvo”
Come spiega AgriFood Today, «la pratica dell’alimentazione forzata di oche e anatre (vietata in Italia come in altri Paesi Ue) usata per ottenere uno degli alimenti di punta della tradizione culinaria francese, non è stata vietata dalla relazione del Parlamento europeo sul benessere degli animali negli allevamenti. Il testo, che avrebbe dovuto chiedere regole più chiare e sostegno per gli agricoltori che le praticano, è stato duramente attaccato dalle organizzazioni animaliste, non solo per la questione del foie gras».
La relazione sul benessere animale chiede che le regole vengano applicate in modo uniforme in Europa, dice che le pratiche sul benessere animale possono comportare costi di produzione più elevati e aumentare il carico di lavoro degli agricoltori, invita a proibire l’importazione in Europa di prodotti che non rispettano il benessere animale, e chiede un quadro uniforme anche per l’etichettatura sul benessere animale, che a oggi è facoltativa e privata (fonte: AgriFood Today).
In questo contesto si inserisce il salvataggio del foie gras e delle pratiche di ingozzamento di oche e anatre alla base di questo alimento. Per questo protestano le associazioni animaliste. Per la Lav la risoluzione adottata «fallisce sotto due aspetti: non affronta le lacune della normativa attuale a tutela degli animali, né si concentra sul benessere degli animali stessi».

Foie gras, ecco come viene fatto
Il foie gras, alimento “di lusso”, si ottiene nutrendo gli animali imprigionati con enormi razioni di mais che vengono inserite direttamente nello stomaco attraverso un lungo tubo metallico. Questa fase di ingozzamento fa crescere il fegato degli animali anche di dieci volte. La produzione di foie gras è vietata in Italia e in altri paesi, ma in altri è invece consentita, come è consentita la vendita anche in paesi dove la produzione è vietata.
Come spiega Animal Equality, «in Europa il foie gras è prodotto solo da 5 paesi: Francia, Bulgaria, Spagna, Ungheria e Belgio, che quindi producono ed esportano il foie gras in tutto il mondo; la Francia da sola produce circa l’80% del foie gras consumato ed esportato in Italia e in tutto il mondo».
Animal Equality: è un voto contro il benessere degli animali
La relazione dell’eurodeputato francese Jérémy Decerle sul “benessere degli animali negli allevamenti”, denuncia Animal Equality, «fornisce un’interpretazione distorta e pericolosa di alcune pratiche, come l’alimentazione forzata per le anatre e le oche nella produzione di foie gras e la triturazione dei pulcini maschi e anatroccoli. Si tratta di un voto che favorisce l’utilizzo di una pratica crudele come l’alimentazione forzata, che in 22 Paesi UE – tra cui l’Italia – è vietata da anni. Le leggi italiane infatti prevedono non solo sanzioni ma anche la possibile sospensione dell’attività in caso di alimentazione forzata».
I voti degli eurodeputati italiani si sono divisi fra quanti hanno approvato la relazione nella sua interezza, quanti hanno bocciato le parti che avrebbero giustificato l’alimentazione forzata e quanti invece hanno votato a favore di tutte le proposte che avrebbero permesso di modificare la risoluzione in chiave più positiva per il benessere animale (Qui la sintesi di Animal Equality).
Animal Equality chiede che i parlamentari che hanno sostenuto queste pratiche disumane «si assumano la responsabilità politica della loro decisione, che per una manciata di voti ha portato a un esito così infausto. Per soli quattro voti sono stati approvati paragrafi che definiscono la produzione di foie gras rispettosa del benessere degli animali e dei loro parametri biologici».
Nonostante il titolo, infatti, la relazione riconosce una pratica quale appunto l’alimentazione forzata per la produzione di foie gras. Il punto 31 del report, spiega Animal Equality, afferma infatti che “la produzione di foie gras, si basa su procedure di allevamento che rispettano i criteri di benessere degli animali, (..) dove l’ingrasso (…) rispetta i parametri biologici dell’animale“.
«Ogni singolo studio scientifico indipendente (cioè non finanziato dall’industria del foie gras) nel mondo ha denunciato questa pratica come dannosa per gli animali e incompatibile con qualsiasi standard di benessere animale».
LAV: la risoluzione mantiene un sistema insostenibile e pratiche crudeli
Per la LAV la risoluzione del Parlamento europeo mantiene “un sistema insostenibile che incentiva pratiche crudeli per gli animali, dannose per l’ambiente e per la salute del Pianeta e di tutti i suoi abitanti”.
La risoluzione, aggiunge la LAV, «pur dovendo parlare di benessere animale, di fatto tutela gli interessi economici degli allevatori piuttosto che le condizioni di vita degli animali allevati in Europa. La Risoluzione sminuisce quanto espresso precedentemente dallo stesso Parlamento europeo, arrivando a contraddire uno dei punti fondamentali dell’iniziativa dei cittadini europei End the Cage Age e definendo addirittura la produzione di foie gras, che implica l’alimentazione forzata (vietata in Italia dal 2001), una pratica rispettosa del benessere degli animali. Inoltre, quanto espresso nella Risoluzione non è in linea con la strategia della Commissione di Bruxelles “Farm to Fork”, che ritiene necessari standard di benessere animale più elevati e afferma chiaramente che questo ha implicazioni importanti anche per la sostenibilità ambientale e la salute di tutti».

