Discriminazione dell’Iban, Altroconsumo lancia una petizione e una raccolta di segnalazioni
Altroconsumo ricorda che la discriminazione dell’Iban è una pratica illegale diffusa in tutta Europa, che si verifica quando aziende, enti o piattaforme rifiutano un pagamento solo perché l’Iban, anche se valido nell’area Sepa, non è “nazionale”
Discriminazione dell'Iban, Altroconsumo lancia una petizione e una raccolta di segnalazioni (foto Pixabay)
Altroconsumo ha lanciato una petizione e una raccolta di segnalazioni per sostenere un’azione coordinata contro la discriminazione dell’Iban, con l’obiettivo di rafforzare il peso dei disservizi raccontati presso le Autorità competenti e chiedere che le regole europee vengano rispettate.
“Si tratta di una pratica illegale diffusa in tutta Europa – spiega l’organizzazione – che si verifica quando aziende, enti o piattaforme rifiutano un pagamento solo perché l’Iban, anche se valido nell’area Sepa (single euro payments area) non è “nazionale”. Può colpire chi lavora all’estero ma mantiene un conto in un altro Paese europeo, chi sceglie una banca con sede in un diverso Stato membro, o chi semplicemente decide di utilizzare un conto aperto fuori dall’Italia per domiciliare bollette o rate”.
Iban, cosa prevede la normativa
Altroconsumo ricorda che la SEPA è l’area europea in cui bonifici, pagamenti e addebiti diretti in euro devono avvenire alle stesse condizioni in tutti i Paesi aderenti.
“L’obiettivo – spiega – è avere un vero mercato unico dei pagamenti, nel quale un cittadino possa utilizzare un unico conto per operare in tutta l’area senza dover aprire conti nazionali in ciascun Paese. L’articolo 9 del Regolamento 260/2012 è uno dei pilastri di questo sistema e stabilisce che chi accetta bonifici o riceve fondi tramite addebito diretto o altri pagamenti non può discriminare un conto in base al Paese in cui è situato“.
Ad esempio, “un Iban francese, tedesco o lussemburghese deve essere trattato come un Iban italiano, se il pagamento avviene in euro e il conto è raggiungibile. E un Iban francese, tedesco o svedese deve avere lo stesso valore di uno italiano, sia per ricevere un bonifico, che per domiciliare bollette, stipendi o pensioni”.
La petizione di Altroconsumo
L’organizzazione ha lanciato, quindi, una petizione per dare voce a chi ha subito il rifiuto di un Iban non italiano per ricevere o fare bonifici o ha incontrato ostacoli nella domiciliazione di pagamenti, stipendi o rimborsi da parte di aziende, enti o piattaforme. L’adesione, gratuita con registrazione obbligatoria, è aperta a tutti, anche a chi non ha subito direttamente un danno per discriminazione Iban.
Le segnalazioni raccolte saranno inoltrate alle Autorità, con l’obiettivo di contribuire ad eliminare barriere ancora presenti nel mercato europeo dei pagamenti.
Da febbraio sono state quasi ottocento le persone che hanno aderito all’iniziativa, mentre sono circa settanta le segnalazioni effettuate tramite la piattaforma di Altroconsumo.
