Disservizi all’ufficio postale, quando il cittadino non trova ascolto
Un cittadino racconta a Help Consumatori il disservizio all’ufficio postale in cui è incappato oggi a Roma. Cosa accade a chi deve ritirare un atto giudiziario che si trova in un ufficio diverso da quello formalmente indicato e non riceve ascolto né adeguati chiarimenti?
(Foto Tima Miroshnichenko per Pexels))
I disservizi postali sono dietro l’angolo, una piccola storia quotidiana di disagi piccoli o grandi per gli utenti. Ma cosa accade quando un cittadino deve ritirare un atto giudiziario e questo risulta giacente in un ufficio postale diverso da quello indicato? Un cittadino ha raccontato a Help Consumatori la sua vicenda, accaduta proprio oggi, a Roma. Non ha scritto solo a noi.
Ha infatti deciso di presentare un formale reclamo (citiamo di seguito) “per una gestione del recapito di Atti giudiziari e raccomandate quanto meno discutibile; per un comportamento sgarbato del facente funzione direttore pro tempore dell’UP Ostiense (ore 16.30 del 17.7.2026); per l’impossibilità di identificare il nominativo del citato direttore”.
Il cittadino si è recato oggi, 17 luglio, alle ore 16,00 circa, all’Ufficio Postale Ostiense di Via Marmorata dove doveva ritirare un atto giudiziario spedito il 7 luglio.
Di seguito i fatti da lui raccontati.
Oggi, Ufficio Postale Ostiense: cosa è successo
“UP Roma Ostiense via Marmorata 4 di Roma era l’indicazione dell’ufficio di giacenza.
Quando ho sottoposto al lettore ottico dell’Ufficio il codice, venino informato dal display che l’AG era giacente in un diverso Ufficio postale in via Pellegrino Matteucci di Roma.
Mi sono rivolto ad uno sportello chiedendo spiegazioni e l’impiegato molto cortesemente mi ha spiegato che probabilmente si trattava di una indicazione errata perché riferita ad un periodo di chiusura temporanea dell’Ufficio postale di via Matteucci, normalmente ufficio di giacenza per la mia zona. L’impiegato aggiungeva che la responsabilità era del Recapito e non dell’Ufficio postale….Ho risposto che l’utente non può accettare spiegazioni del genere, rapportandosi con l’Azienda Poste Italiane e non con l’Ufficio recapiti o altri uffici…e comunque l’utente ha diritto di essere avvertito del cambiamento di giacenza, per evitare viaggi inutili.
A questo punto ho chiesto di poter parlare con il direttore per chiedere spiegazioni più precise sul disguido ed esprimere il mio disappunto. L’impiegato mi accompagnava in un ufficio accanto all’ingresso di Roma Ostiense dove mi veniva indicato esserci “il direttore”. Ho atteso che la persona seduta in quell’ufficio terminasse di parlare con un cliente, quindi il funzionario che mi aveva accompagnato è entrato e ha illustrato la situazione.
Quindi usciva dall’ufficio e a questo punto il presunto direttore, senza invitarmi ad accomodarmi e sentire le motivazioni della mia richiesta di spiegazioni, mi ribadiva che era un problema del recapito e non dell’ufficio.
Alle mie proteste sulla mancata comunicazione al destinatario del cambio di ufficio, il direttore mi invitata ad uscire dall’ufficio, dove peraltro ero presente sulla soglia, adducendo che ci fosse altra persona, che però era arrivata dopo di me ed è risultata essere “una collega”.
A questo punto ho protestato ad alta voce chiedendo al direttore di qualificarsi con nome o matricola per poter fare un reclamo sul suo comportamento, ma ho ricevuto solo una porta chiusa e nessuna spiegazione.
Chiedo:
– è possibile che non si trovi il modo di comunicare al cliente tempestivamente il cambio dell’Ufficio di giacenza, evitandogli quindi viaggi e code inutili?
– è possibile identificare con nome o matricola il direttore o il funzionario che ha comportamenti discutibili di fronte alle rimostranze del cliente?
Ringrazio delle risposte che attendo, riservandomi ulteriori passi a tutela dei miei diritti”.
