Disuguaglianze sociali, al Sud donne 2,5 volte più a rischio povertà

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La condizione di donne, bambini e bambine spacca l’Italia in due: al primo posto per inclusione di donne e bambini/e il Trentino – Alto Adige, Calabria fanalino di coda

Donne e bambini

Donne e bambini a rischio esclusione

Povertà economica delle donne e povertà educativa dei bambini e bambine sono intrecciate e si alimentano a vicenda, in un circolo vizioso che può essere spezzato solo con politiche e interventi ad hoc

Il tasso di occupazione femminile nel nostro Paese resta trai più bassi d’Europa (52,5% vs una media europea del 66,4%). Ma non ovunque è la stessa cosa: in Trentino-Alto Adige, le donne che lavorano sono il 69,8%, ben al di sopra della media europea, in Emilia-Romagna e Valle d’Aosta ci si attesta invece sul 66,9%. Situazione ben diversa al Sud, dove in Sicilia risulta occupato solo il 31,5% della popolazione femminile.

Un Paese frammentato, quindi, con profonde diseguaglianze non solo tra donne e uomini ma anche tra le stesse Regioni.

È la fotografia che emerge da “Mai più invisibili. Indice 2020 sulla condizione di donne, bambini e bambine in Italia”, indagine realizzata da WeWorld.

Povertà ed esclusione

La bassa percentuale di donne occupate si lega all’accentuarsi del rischio di povertà ed esclusione sociale e anche in questo caso le differenze appaiono marcate tra il Nord e il Sud del Paese. 

In Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna circa 2 donne su 10 sono a rischio povertà ed esclusione sociale, in Sicilia lo è 1 donna su 2; le giovani donne (15-29enni) fuori dal mercato del lavoro (le Neets) si attestano su percentuali vicine alla media europea nel Nord (anche se superiori alla media EU, 16% vs 15,4%), ma lontane più del doppio dalla media EU al Sud (circa 40% in Sicilia e Calabria).

 

Disuguaglianze sociali_Infografiche
Disuguaglianze sociali, il nuovo indice “Mai più invisibili”

La situazione dei bambini e delle bambine

I divari tra territori sono particolarmente marcati nella dimensione educativa per i bambini e le bambine, con picchi di dispersione scolastica che sfiorano il 20% in alcune Regioni del Sud (contro il 10,6% della media europea) e in quella economica per le donne: in Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna circa 2 donne su 10 sono a rischio povertà ed esclusione sociale, mentre in Sicilia lo è 1 donna su 2.

Povertà economica e povertà educativa

I bambini/e residenti nel Sud del paese hanno performance scolastiche peggiori di quelli del Nord, e abbandonano gli studi prematuramente in percentuali più elevate. I bambini residenti in Calabria e nelle Regioni del Sud godono di insufficiente capitale economico: la Calabria ha un Pil pro capite meno della metà di quello del Trentino-Alto Adige, un tasso di disoccupazione e un indice di povertà regionale sette volte maggiore. La spesa dei Comuni per la cultura è pari al 49,6% in Trentino-Alto Adige, al 4,9% in Calabria.

Asili nido

In Italia, in media, ancora troppo pochi bambini frequentano gli asili nido: solo l’11,9% dei bambini tra 0 e 2 anni. Si va dal 23,5% dell’Emilia-Romagna all’1,8% della Calabria. Sono le Regioni del Sud quelle in cui i bambini frequentano meno i nidi, sia per scelta delle famiglie, sia per mancanza di strutture. La frequenza al nido incide sugli apprendimenti futuri: non è così casuale, rileva WeWorld, che gli studenti delle Regioni meridionali abbiano performance più basse, sia dal punto di vista linguistico che matematico.

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