Domicili Digitali, diviene operativo l’INAD. Federconsumatori: aumentano i costi della PEC
Federconsumatori ricorda che dal 6 luglio è divenuto operativo l’INAD, ovvero l’Indice Nazionale dei Domicili Digitali. Intanto, però, i costi del servizio PEC aumentano
Domicili Digitali, diviene operativo l’INAD. Federconsumatori: aumentano i costi della PEC
È divenuto pienamente operativo dal 6 luglio scorso l’INAD, ovvero l’Indice Nazionale dei Domicili Digitali. Registrandosi al portale, cittadini, professionisti e aziende potranno ricevere tutte le comunicazioni ufficiali da parte della PA su un unico canale, semplice e immediato. Lo ricorda Federconsumatori, sottolineando, però, che “per i cittadini che vogliono usufruire di questa possibilità non è tutto gratis“.
Secondo i calcoli dell’associazione, infatti, i costi del servizio PEC aumentano mediamente del 10% rispetto al 2022.
Ma facciamo un passo indietro.
Domicili Digitali, cosa bisogna fare per registrarsi?
È molto semplice – spiega Federconsumatori – basterà collegarsi al sito https://domiciliodigitale.gov.it, accedere con SPID, CIE o CNS ed inserire il proprio recapito di posta elettronica certificata.
“Un servizio senza dubbio rapido, innovativo, tecnologico, che consente ai cittadini di ricevere comunicazioni elettroniche aventi valore legale – afferma l’associazione. – Un elemento di sburocratizzazione e chiarezza, che consente un notevole risparmio alla PA in termini di costi e tempi”.
“Tale strumento, infatti, offre alle pubbliche amministrazioni, infatti, molteplici vantaggi nell’ottica della sostenibilità sociale, economica e ambientale: oltre a garantire una ricezione tempestiva delle comunicazioni (con un risparmio notevole sui tempi di spedizione e ricezione), permette un risparmio sui costi di postalizzazione (stampa, invio e gestione delle comunicazioni cartacee), nonché l’automatizzazione delle notifiche. Tutti benefici che miglioreranno l’efficienza e la trasparenza nel rapporto tra PA e cittadini”.
Federconsumatori: in aumento i costi della PEC
Per i cittadini, ricorda Federconsumatori, non è tutto gratis. La posta elettronica certificata, infatti, costa mediamente 6,75 euro (il servizio base per il primo anno). Il rinnovo costa 12,51 euro e il servizio pro 35,51 euro l’anno.
“Tutti costi notevolmente aumentati rispetto allo scorso anno, mediamente del 10% – afferma l’associazione -. Sarà una coincidenza che tali aumenti avvengano proprio nel 2023, con l’entrata in vigore dell’INAD? Il dubbio sorge spontaneo”.

“Guardando a questi rincari – osserva Federconsumatori – appare evidente come, per invogliare i cittadini ad usufruire di tale strumento e dotarsi di una pec, è necessario agevolarne l’attivazione, magari prevedendo sconti e sussidi, almeno per i primi anni“.
“Attualmente – conclude – in Italia sono attive appena 11 milioni e 290 mila caselle, molte delle quali a uso di enti e professionisti, un numero davvero limitato, che ancora non consente il risparmio e l’immediatezza auspicati dal Governo, ecco perché è necessario investire maggiormente in innovazione, informando, educando ed incentivando l’utilizzo da parte dei cittadini di questo strumento”.
