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Ecosistema Scuola Legambiente (Foto Pixabay)

Sulla scuola l’Italia si è messa in moto ma “continua a procedere a velocità differenti”. La scuola continua a essere in ritardo, edilizia scolastica e servizi crescono lentamente e a velocità diverse, e si replicano le differenze fra Nord, Centro, Sud e Isole anche in termini di finanziamenti. Quasi un edificio su tre (31,7%) ha bisogno di lavori urgenti e il 57,2% delle scuole non è ancora sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica. Il PNRR ha destinato all’edilizia scolastica 11,65 miliardi di euro per oltre 9500 interventi, passi avanti ci sono stati ma sono inadeguati. Indietro sono rimasti soprattutto i progetti su nuove scuole e asili nido. Su 206 progetti di nuove scuole, solo l’1,9% degli interventi risulta concluso mentre sei progetti su dieci sono ancora in fase di esecuzione, per i nidi quasi un progetto su due.

Ecosistema Scuola, poche scuole nuove

Il quadro emerge dal nuovo report Ecosistema Scuola di Legambiente, diffuso nel giorno in cui inizia la scuola in gran parte della Penisola.

“Crescono le certificazioni di sicurezza e aumentano gli interventi di efficientamento energetico, segni di un patrimonio che sta lentamente migliorando – si legge nel report – Allo stesso tempo però rimangono disattesi alcuni interventi strutturali importanti, come il 57,2% di scuole non ancora sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica, mentre le nuove scuole edificate negli ultimi cinque anni rappresentano ancora appena l’1,3% del patrimonio monitorato, fatto grave in un Paese in cui molti edifici insistono in area simica 1 e 2 e che sappiamo essere in gran parte vetusto e non adeguato agli attuali bisogni”.

L’analisi di Legambiente mette in fila i dati 2025 sullo stato di salute di 7.188 edifici scolastici di competenza comunale, tra scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, frequentati da oltre 1,27 milioni di studenti; per la prima volta, fornisce un bilancio provvisorio sullo stato di avanzamento dei progetti  del PNRR per l’edilizia scolastica. Questi progetti riguardano cinque aree di intervento: nuove scuole, messa in sicurezza e riqualificazione, mense scolastiche, palestre e sport, asili nido e infanzia.

“Il quadro che emerge quest’anno dal nostro report Ecosistema Scuola – commenta Claudia Cappelletti, responsabile nazionale scuola di Legambiente – è quello di un sistema che negli ultimi anni ha mostrato segnali di avanzamento, ma che continua a essere caratterizzato da livelli di qualità e sicurezza molto differenziati tra aree del Paese. Inoltre, la geografia dei servizi scolastici continua a coincidere in larga misura con la geografia delle disuguaglianze. Proprio per questo assume particolare rilevanza la fase che si aprirà con la conclusione del PNRR”.

Scuole fra lavori da fare e mobilità sostenibile in affanno

Aumentano le scuole con certificato di agibilità (gli edifici sono passati dal 47,2% del 2024 al 53,5%) e gli interventi di efficientamento energetico, che hanno interessato il 19,4% degli edifici scolastici. Ci sono miglioramenti ma troppo lenti per affrontare il tema della crisi climatica. Rimangono disattesi alcuni interventi strutturali importanti: anche se negli ultimi cinque anni oltre la metà degli edifici (51,7%) ha beneficiato di interventi di manutenzione straordinaria, nella Penisola nel 2025 quasi un edificio su tre (31,7%) ha bisogno di lavori urgenti. Un dato che al Sud sale al 45,2% e nelle Isole raggiunge il 54,2%, mentre si ferma sotto il 27% nel Centro Nord.

Il 57,2% di scuole non è stato sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica, mentre le nuove scuole edificate negli ultimi cinque anni rappresentano ancora appena l’1,3% del patrimonio monitorato.

Sono in affanno anche i servizi legati alla mobilità sostenibile. Le zone 30, che dovrebbero interessare gran parte degli edifici, sono presenti solo in poco più del 35% degli edifici monitorati, mentre le strade scolastiche (strade di fronte alle scuole in cui il traffico dei veicoli a motore viene vietato o limitato durante gli orari di entrata e uscita degli alunni) interessano solo il 7,8% degli edifici. Meno di una scuola su quattro ha lo scuolabus.

 

Ecosistema Scuola Legambiente 2026

 

PNRR, lo stato dei lavori

L’analisi parziale sul PNRR evidenzia buone notizie su messa in sicurezza e riqualificazione (oltre 3 mila interventi, 4,86 mld di euro stanziati e il 42,9% dei progetti conclusi) e su quelli relativi a infrastrutture sportive scolastiche (36,3% di progetti conclusi).

Sono invece in ritardo i lavori legati a nuove scuole e asili nido. Su 206 progetti di nuove scuole su cui sono stati destinati 1,15 mld di euro, solo l’1,9% degli interventi risulta concluso (4 scuole su 206), il 37,9% in fase di collaudo e ben il 58,7%, ossia sei progetti su dieci, ancora in esecuzione dei lavori.

Per gli asili nido, su 3841 progetti avviati su cui sono stati destinati 4,37 mld di euro, quasi un progetto su due risulta ancora in fase realizzativa (45,5%).

La distribuzione territoriale dei finanziamenti evidenzia che il Sud ha assorbito il 44,5% dei fondi destinati ai nidi, il 45,9% di quelli per le mense e il 37,2% delle risorse per lo sport, quote che aumentano ulteriormente considerando anche le Isole. È quello che il piano prevedeva, ma i progetti localizzati nel Nord presentano importi medi superiori rispetto a quelli del Sud e delle Isole, segno di interventi generalmente più consistenti. Il riequilibrio territoriale, spiega Legambiente, è più evidente nella distribuzione del numero di progetti che nella dimensione economica degli investimenti attivati.

“Il PNRR – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – rappresenta il più grande investimento pubblico mai realizzato in Italia sull’edilizia scolastica, i risultati però ad oggi, a distanza di cinque anni, sono ancora inadeguati. Oltre agli investimenti straordinari, ottenuti grazie all’Europa e al Next Generation EU, servono risorse nazionali, ordinarie, stabili e programmabili: la manutenzione degli edifici scolastici non può continuare a dipendere esclusivamente da emergenze, bandi o finanziamenti eccezionali, ma richiede una pianificazione di lungo periodo sostenuta da flussi costanti di risorse nei bilanci statali e degli enti locali”.

Secondo Claudia Cappelletti, “la sfida dei prossimi anni sarà quella completare gli interventi già programmati e ridurre i divari territoriali che continuano a caratterizzare il patrimonio dell’edilizia scolastica italiana”.

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