Editoriale, “E adesso che farà la Bonino?”, di A. Longo

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Dopo le dichiarazioni dell’ormai ex capo di Gabinetto di Alfano, il dr. Procaccini, molti si aspettano gesti conseguenti e coerenti. Anzitutto da parte del ministro, al quale non restano che due scelte: querelare il suo braccio destro, oppure dimettersi. Poi da parte del PD, che di fronte a questa macroscopica balla costruita sulla pelle di altri funzionari per coprire le responsabilità politiche non può che votare a favore delle dimissioni. Ma io sono particolarmente curioso di cosa farà Emma Bonino. Una come lei, col suo “pedigree” in materia di diritti civili, non può trincerarsi machiavellicamente dietro la versione a suo tempo fornita dall’ineffabile Alfano, ma deve prenderne le distanze e magari dimettersi prima ancora di lui. Non per mancanze del suo dicastero (che pure ci sono e gravi, quanto meno in termini di mancata vigilanza!), ma perché una come lei non può continuare a sedere accanto a questi giovani-vecchi marpioni della “ragion di stato”, che fanno rimpiangere il Craxi che mandò i carabinieri all’aeroporto di Sigonella contro gli USA. C’è un limite anche all’indecenza.
di Antonio Longo

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