Fiducia dei consumatori, ai minimi dal 2013
La fiducia dei consumatori è ai minimi dal 2013, dice oggi l’Istat. A ottobre scende per il secondo mese consecutivo
Fiducia dei consumatori, ai minimi dal 2013 (foto pixabay)
La fiducia dei consumatori è ai minimi dal 2013. A ottobre, dice oggi l’Istat, si stima un calo dell’indice della fiducia dei consumatori che scende da 94,8 a 90,1; l’indice composito del clima di fiducia delle imprese diminuisce per il quarto mese consecutivo, passando da 105,1 a 104,5.
Fiducia dei consumatori ai livelli più bassi da 9 anni
Peggiorano tutte le variabili che compongono la fiducia dei consumatori, fatta eccezione per le attese sulla situazione economica del Paese. La dinamica è negativa, spiega l’Istat, per il clima corrente e quello personale che registrano i cali più accentuati passando, rispettivamente, da 96,9 a 91,0 e da 99,3 a 94,3; il clima economico e quello futuro subiscono flessioni più contenute (rispettivamente da 81,3 a 77,6 e da 91,8 a 88,8).
Da luglio 2022 è iniziata una nuova fase di calo per la fiducia delle imprese, commenta l’Istat.
«Anche il clima di fiducia dei consumatori presenta una dinamica negativa per il secondo mese consecutivo e raggiunge il livello più basso da maggio 2013 – spiega l’Istat – Contribuiscono al deciso calo dell’indice soprattutto le opinioni sulla possibilità di risparmiare in futuro e quelle sull’opportunità di acquistare beni durevoli, seguite da giudizi in deterioramento sia sulla situazione economica personale sia su quella del Paese».
Consumatori: crollo della fiducia e allarme per i consumi
Il Codacons parla di crollo verticale e di allarme per i consumi, considerata la fiducia ai livelli più bassi degli ultimi nove anni.
«Caro-bollette e inflazione alle stelle affossano la fiducia e le aspettative di famiglie e imprese, un dato particolarmente pericoloso perché avrà effetti diretti sui consumi – dice il presidente Carlo Rienzi – In un clima di scarsa fiducia, infatti, i cittadini saranno portati a rimandare al futuro gli acquisti, con conseguenze negative per commercio, industria ed economia nazionale».
Per l’Unione Nazionale Consumatori non c’è «nessun effetto elezioni sulla fiducia dei consumatori. Nonostante dal voto sia emerso un risultato e una maggioranza chiara, e quindi, a differenza della passata legislatura, ci fosse certezza su chi avrebbe governato, questo esito non ha al momento prodotto un miglioramento della fiducia – dice il presidente Massimiliano Dona – Unico segnale positivo è quello sulle attese sulla situazione economica dell’Italia che di solito è la voce che trae maggior beneficio dall’arrivo di un nuovo Governo». In ogni caso bisognerà attendere ancora per vedere se l’effetto sarà maggiore. Certo è – prosegue Dona – che «al momento la fiducia è minata dal caro bollette e dal carovita e che, al di là delle attese, contano i giudizi sulla situazione economica della famiglia e del Paese, entrambi peggiorati».
