Finanza sostenibile, nel 2022 cala interesse degli italiani ma rimane la spinta al “green”

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Consob: nel 2022 è in lieve calo l’interesse degli italiani verso la finanza sostenibile, ma in prospettiva il “verde” in finanza non perde appeal. Fra i timori degli investitori c’è il greenwashing

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Finanza sostenibile, nel 2022 cala interesse degli italiani ma rimane la spinta al “green” (Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/nattanan23-6312362/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=2696219">Nattanan Kanchanaprat</a> da <a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=2696219">Pixabay</a>)

Diminuisce nel 2022 l’interesse degli italiani verso la finanza sostenibile anche se per il futuro il verde in finanza non perde appeal. In prospettiva la finanza sostenibile mantiene la sua forza di attrazione, tanto che buona parte dei connazionali è disposta a valutare nei prossimi due anni un riorientamento del proprio portafoglio titoli in favore dei prodotti sostenibili. Fra i fattori che più inducono alla prudenza c’è il rischio del greenwashing.

È quanto emerge da un convegno Consob sul tema “Investimenti sostenibili. Conoscenze, attitudini e scelte degli investitori italiani“, che ha approfondito i temi della sostenibilità nell’ottavo Rapporto della Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane, presentato il 26 gennaio scorso.

«I dati rivelano che il greenwashing, inteso come affermazioni fuorvianti sulle effettive caratteristiche di sostenibilità dei prodotti, è fra i timori e i rischi percepiti dagli investitori», ha osservato Chiara Mosca, Commissaria Consob. È un fenomeno, ha aggiunto, che «può minare la fiducia». Per questo «il contrasto del greenwashing è una priorità globale ed è nell’agenda dei regulator internazionali».

Gli italiani e la finanza sostenibile

In un contesto di incertezza economica e geopolitica, caratterizzato da una brusca impennata dell’inflazione e dalla guerra in Ucraina, il 15% degli italiani – secondo il sondaggio condotto tra giugno e luglio 2022 su un campione di 1.436 intervistati – si dice interessato ad investire in prodotti finanziari sostenibili (quelli che si contraddistinguono per l’impegno verso la tutela dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori e dei valori del buon governo societario) anche a costo di accettare rendimenti più bassi rispetto a quelli prospettati da altre forme di investimento. Nel 2021 il dato corrispondente era al 17%.

Il 48% degli intervistati (erano il 57% nel 2021) si dichiara disposto ad investire in prodotti finanziari Esg (Environment, Social, Governance) solo a condizione che i rendimenti siano pari o addirittura superiori a quelli offerti da investimenti non sostenibili. Il 17% dichiara, invece, di non avere alcun interesse per la finanza sostenibile contro il 13% di un anno prima.

A fronte dell’interesse verso la finanza sostenibile, solo l’11% degli investitori dichiara di detenere investimenti sostenibili, percentuale che sale al 17% nel caso di investitori assistiti da un professionista (consulente o gestore).

«Un fattore deterrente rispetto alla scelta di investimenti sostenibili è la mancanza delle conoscenze necessarie; sono anche fattori significativi la percezione di rischi più elevati a fronte di performance finanziarie più ridotte, così come la mancanza di informazioni chiare e il timore di greenwashing», si legge nella relazione della Commissaria Mosca.

Le conoscenze degli italiani sulla finanza sostenibile sono ancora piuttosto limitate. Solo il 29% del campione ha risposto correttamente a semplici domande sulle caratteristiche dei prodotti finanziari sostenibili. L’interesse risulta maggiore tra le donne, i giovani, gli investitori abbienti e quelli più alfabetizzati dal punto di vista finanziario.

Nonostante la flessione che c’è stata nel 2022, conclude però la Consob, la finanza sostenibile non perde appeal. Tanto che il 57% degli intervistati è propenso a modificare nei prossimi due anni le proprie scelte di investimento, rafforzando la componente della sostenibilità.

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