Foie gras, Animal Equality: quaranta eurodeputati ne chiedono il divieto
Animal Equality segnala che 40 eurodeputati hanno chiesto il divieto del foie gras, mentre la Commissione europea incontra l’industria che lo produce per discutere di “benessere animale”
Foie gras, Animal Equality: quaranta eurodeputati ne chiedono il divieto (foto Pixabay)
Quaranta eurodeputati chiedono il divieto del foie gras. Il 27 marzo 2026 – segnala Animal Equality – 40 eurodeputati di 15 paesi dell’UE hanno firmato una lettera indirizzata a Várhelyi, Commissario per la Salute e il Benessere Animale, e Hansen, Commissario per l’Agricoltura e l’Alimentazione, chiedendo che l’eliminazione graduale dell’alimentazione forzata nella produzione di foie gras sia esplicitamente inclusa nella prossima revisione della legislazione sul benessere animale.
Quattro dei cinque paesi produttori dell’UE hanno eurodeputati firmatari: Francia, Bulgaria, Spagna e Belgio. Manca solo l’Ungheria, paese d’origine di Várhelyi. “Ciò dimostra – sottolinea Animal Equality – che la produzione di foie gras non è tollerabile nemmeno per i Paesi che apparentemente ne traggono profitto economico”.
Nel contestare questa pratica, la lettera firmata dagli eurodeputati sottolinea che gli standard di commercializzazione del foie gras risalgono al 1991 e al 1995, prima che gli animali fossero riconosciuti come esseri senzienti nei trattati.
Foie gras, la denuncia di Animal Equality
Attraverso le sue indagini all’interno dell’industria del foie gras, Animal Equality ha documentato anatre e oche che soffrono in condizioni estreme. L’alimentazione forzata nell’industria del foie gras, infatti, consiste nel far ingerire a questi animali grandi quantità di cibo in un breve lasso di tempo. Per questo motivo, al momento della macellazione, oche e anatre soffrono di una patologia chiamata “steatosi epatica”, che comporta un eccessivo accumulo di grasso nelle cellule, e i loro fegati pesano tra i 550 e i 700 grammi, ovvero dalle 7 alle 10 volte di più del loro peso normale.
La pratica dell’alimentazione forzata – ricorda l’associazione animalista – è stata condannata sia dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) sia dal Comitato scientifico per la salute e il benessere degli animali dell’UE, che ha affermato che l’alimentazione forzata “è dannosa per il benessere degli animali”.
“L’industria del foie gras è crudele nei confronti di milioni di anatre e oche. I politici lo sanno e la richiesta degli eurodeputati è chiara: porre fine a un sistema di produzione ingiusto e anacronistico, che non ha nulla a che vedere con il tanto decantato benessere animale, è un passo necessario”, afferma Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia e vice presidente per l’Europa.
Gli incontri tra l’industria e i commissari Ue per il benessere animale
Mentre gli eurodeputati chiedono il divieto del fois gras, la Commissione Ue incontra l’industria per discutere di “benessere animale”. Un’analisi svolta da Animal Equality sugli incontri pubblici tra i commissari europei Olivér Várhelyi e Christophe Hansen, entrambi responsabili del pacchetto legislativo UE sul benessere animale, rivela che Euro Foie Gras, la federazione europea dei produttori di foie gras, ha ottenuto ripetuti incontri di alto livello con la Commissione europea nel 2025, lo stesso anno in cui la Commissione europea ha adottato un atto delegato sui requisiti di commercializzazione del pollame, che – sottolinea l’associazione ambientalista – “non ha migliorato gli standard di benessere per la produzione di foie gras“.
Tra i membri dell’ufficio dei commissari UE che hanno partecipato agli incontri ci sono gli italiani Flavio Facioni e Antonella Rossetti.
Animal Equality segnala anche che nel 2025 i rappresentanti dell’industria europea del foie gras hanno investito, secondo il sito web Lobbyfacts.eu, tra i 100.000 e i 199.000 euro in attività di lobbying professionale.
“Con questo budget e un numero limitato di lobbisti dichiarati Euro Foie Gras, supportata dalla società di lobbying Aliénor, ha mantenuto un accesso diretto ai decisori politici dell’UE, spesso insieme ai principali gruppi di pressione del settore zootecnico – afferma l’associazione animalista -. Nello stesso anno, il Commissario per la Salute e il Benessere Animale Olivér Várhelyi e l’ufficio del Commissario per l’Agricoltura Christophe Hansen hanno incontrato i rappresentanti dell’industria del foie gras per discutere di “salute e benessere animale“”.
“Euro Foie Gras ha incontrato i commissari europei responsabili di milioni di animali allevati per discutere di benessere animale, un termine che non ha nulla a che vedere con la crudele pratica dell’alimentazione forzata, come affermato da decine di eurodeputati e pubblicazioni scientifiche che negano la compatibilità di tale pratica con il benessere animale”, dichiara Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia.
Secondo Animal Equality, “l’accesso dell’industria dell’allevamento alla Commissione europea è, in generale, impressionante e preoccupante. Animal Equality ha analizzato 708 incontri pubblici tenutisi tra metà dicembre 2024 e marzo 2026 dai Commissari europei Olivér Várhelyi e Christophe Hansen, compresi i loro uffici, e registrati nel registro pubblico ufficiale della Commissione europea: in almeno 46 di questi incontri, l’industria zootecnica ha discusso di benessere animale con i due Commissari e i loro uffici, un numero sette volte superiore rispetto agli incontri ufficiali tenuti con le organizzazioni per i diritti degli animali”.
“Questa analisi – aggiunge Matteo Cupi – rivela che negli ultimi 15 mesi i commissari europei incaricati di elaborare una nuova proposta di aggiornamento della legislazione europea sul benessere animale si sono incontrati quasi esclusivamente con rappresentanti dell’industria zootecnica. Abbiamo chiesto formalmente quali argomenti siano stati discussi, per garantire la trasparenza e la responsabilità che la Commissione europea deve dimostrare nei confronti dei cittadini”.
