Furto identità e frodi creditizie, CRIF: importo medio vola a quasi 10 mila euro
Aumenta l’importo medio delle frodi creditizie, che vola a quasi 10 mila euro. Furto d’identità, frode creditizia, perdita economica: questa la dinamica sempre più stretta e preoccupante per i cittadini, vittime di truffe sempre più sofisticate che vengono scoperte sempre più tardi quanto più è ingente la somma coinvolta. I dati sono dell’Osservatorio CRIF. I numeri, relativi al primo semestre 2016, confermano un numero di frodi di poco inferiore agli 8.000 casi (+1,5% rispetto al corrispondente semestre 2015) a fronte di un incremento notevole (+66%) dell’importo medio delle frodi, che si è attestato a 9.893 euro. Le frodi creditizie che ricorrono al furto d’identità e all’uso illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquistare beni e non rimborsarli continuano dunque a pesare sul credito al consumo.
“E con l’avvicinarsi delle festività di fine anno aumentano i rischi derivanti da un fenomeno criminale troppo spesso ignorato o sottovalutato”, dicono dall’Osservatorio. I primi sei mesi dell’anno segnalano che il 26,5% dei casi ha riguardato un importo frodato compreso tra i 1.500 e 3.000 euro, con un incremento quasi doppio rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. Al contempo si è registrato un calo significativo delle frodi di piccolo importo, sotto i 1.500 euro. Le principali categorie di beni in rapporto al credito e alle frodi fatto sono quelle del travel/entertainment, degli immobili/ristrutturazione e dei trattamenti estetici/medici. In termini assoluti, invece, la maggioranza dei casi fa riferimento all’acquisto di elettrodomestici, con una quota pari al 37,7% del totale, seguita dai finanziamenti ottenuti in modo fraudolento per acquistare un’auto o una moto (14,6%).
Quanto tempo passa prima di scoprire una frode? Dipende molto dall’importo: quasi il 70% dei casi viene scoperto entro l’anno ma continuano ad emergere casi di frode messi in atto anche tre, quattro e addirittura cinque anni prima (circa il 16% del totale). Le frodi su cifre più base vengono scoperte in minor tempo rispetto a quelle che riguardano finanziamenti o acquisti più ingenti, perché queste ultime si basano su schemi di frode più sofisticati per i quali i tempi di scoperta sono più lunghi. Così le frodi creditizie di importo superiore ai 10.000 euro sono scoperte entro i primi 6 mesi solo nel 36% dei casi, a fronte di un 20% del totale che viene scoperto dopo oltre 5 anni.
Le frodi perpetrate su prestiti finalizzati continuano a fare la parte del leone, con il 68,9% dei casi totali. Prosegue però l’aumento dei casi riconducibili alle carte di credito, che quasi raddoppiano rispetto all’anno precedente. I casi di frode sui prestiti personali, infine, rimangono pressochè in linea rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, anche se si evidenzia un incremento del 38,3% del valore economico frodato.
“Sempre più persone e aziende si stanno aprendo al mondo digitale e, di conseguenza, i frodatori non rimangono a guardare e si stanno specializzando sulle frodi online – commenta Beatrice Rubini, Direttore della linea Mister Credit di CRIF – La vulnerabilità alle frodi di identità si può verificare anche solo perché sul web sono pubblicati i nostri dati identificativi, ad esempio nome, cognome e codice fiscale o dei dati di recapito, tipicamente una e-mail. Il furto delle credenziali di posta elettronica o di social network è un altro obiettivo dei cybercriminali in quanto consentono di viralizzare su larga scala le frodi. Sempre più rilevante per i consumatori è, quindi, l’esigenza di tenere sotto controllo i propri dati, per poter usufruire delle potenzialità offerte dalla rete, senza temere per la propria identità.”
