Gioco d’azzardo e criminalità organizzata, le conseguenze del lockdown

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Konsumer Italia richiama l’attenzione sul settore del gioco, delle scommesse e sulle problematiche inerenti il gioco d’azzardo patologico. E segnala il progetto “Non Dipendo… Scelgo!”, che mette a disposizione un centro di ascolto e psicologi specializzati

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Nel corso della pandemia è emerso come le conseguenze delle chiusure dovute alla pandemia e alla necessità di distanziamento sociale possano ripercuotersi anche sul benessere mentale delle persone. A tal proposito, Konsumer Italia richiama l’attenzione sul settore del gioco, delle scommesse e sulle problematiche inerenti il G.A.P (gioco d’azzardo patologico).

Segnala, quindi, il progetto “Non Dipendo… Scelgo!”, che mette a disposizione un centro di ascolto e psicologi specializzati nella prevenzione e nel contrasto alle dipendenze, a supporto di chi vuole uscire da una dipendenza, prevenirla, aiutare un proprio familiare o amico ad uscirne.

Gioco d’azzardo e attività criminali

Inoltre l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia – istituita presso la Banca d’Italia, con funzioni di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo – ha reso noti i dati relativi ai fattori di rischio dovuti al protrarsi dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

Da questi emerge che la chiusura prolungata delle sale gioco terrestri ha come conseguenza il forte incremento delle attività e delle transazioni online, atteggiamenti che possono favorire il proliferare di comportamenti illeciti e aumentare le infiltrazioni criminali nel settore.

 

Gioco d'azzardo

 

“Le sale bingo sono un deterrente alla criminalità organizzata, facilmente controllabili e possono operare in sicurezza – ha commentato Fabrizio Premuti, presidente di Konsumer Italia. – Il gioco legale può rappresentare un presidio di attenzione contro la ludopatia, incontrollabile sul gioco online illegale. È necessaria una riflessione più ampia e bisogna ascoltare il parere degli esperti e degli psicologi”.

Sul tema è intervenuto l’Avvocato Cristiano Iurilli, (Responsabile Area legale GRUPPO STUDI e Ricerche Diritti e Salute del Giocatore-Consumatore dell’Università di Tor Vegata):

“Ritengo che, ad oggi, non si debba comunque affrontare la materia nel senso dell’urgenza di una reazione a un incremento di situazioni patologiche, ma si debba ragionare in via sistematica, ovvero pretendere una riflessione, da parte del nostro Governo, che abbia ad oggetto pochi aspetti fondamentali: l’implementazione dell’informazione per aumentare la cultura del gioco in Italia; l’implementazione di data base comuni al fine di intercettare comportamenti, anche di natura bancaria, da cui si possano evincere situazioni di gioco problematico o patologico; il potenziamento di forme di ausilio ai familiari dei soggetti colpiti da G.AP”.

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