Giornata europea delle lingue, multilinguismo per promuovere la multicultura
Giornata europea delle lingue: il 56% dei cittadini europei (Ue a 25 membri) parla una lingua diversa dalla propria lingua madre.
Giornata europea delle lingue
Oggi, 26 settembre, si celebra la Giornata europea delle lingue. Il suo principale obiettivo è quello di incoraggiare l’apprendimento delle lingue per migliorare il pluralismo e la comprensione interculturale, promuovere la diversità linguistica dell’Europa e incoraggiare uno studio delle lingue esteso a tutta la vita.
Con queste motivazioni, quindi, il Consiglio europeo, alla fine dell’2001, anno europeo delle lingue, ha proclamato la Giornata che ogni anno vede gli Stati membri e la società civile impegnata nell’organizzazione di eventi di vario tipo.
Ci sono circa 225 lingue indigene in Europa, il 3% delle lingue mondiali. La maggior parte di esse è di origine indoeuropea, inoltre con l’arrivo di immigrati e rifugiati essa ha accresciuto il suo multilinguismo. Nella sola Londra si parlano 300 lingue.
Secondo un sondaggio europeo, il 56% dei cittadini europei (Ue a 25 membri) parla una lingua diversa dalla propria lingua madre, il 28% padroneggia due lingue straniere, il 38% sa l’inglese, il 14% sa il francese o il tedesco.
Il tipico europeo che parla più lingue è uno studente, un manager o è nato in un paese la cui lingua è diversa da quella dei genitori.
La Ue propugna una politica multilinguistica, sia nei suoi lavori istituzionali, sia come scopo per i suoi cittadini. Al vertice di Barcellona, nel 2002, si è prefissata come obiettivo quello di far imparare ai bambini almeno due lingue in giovane età.
L’Ue investe più di 30 milioni di euro all’anno per promuovere l’apprendimento delle lingue e la diversità linguistica, una politica iniziata con il pionieristico programma Lingua, nel 1990.
