I liberi farmacisti scrivono a Poletti: dipendenti farmacia “al limite dello schiavismo”
Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti scrive al Ministro del Lavoro Giuliano Poletti per richiamare l’attenzione sulla difficile situazione lavorativa del personale dipendente delle farmacie private, che lavora in una situazione “al limite dello ‘schiavismo’”. Fra virgolette, certo, ma il termine viene usato per denunciare una situazione lavorativa pesante, in assenza del rinnovo del contratto nazionale, con una paga bassa e col riscorso al sistema dei voucher e agli stage. La sigla chiede l’intervento del Ministro nel rinnovo del CCNL.
Nella lettera inviata si sottolineano come il ricorso a voucher, stage post-laurea e contratti atipici sia la vera motivazione di un aumento del livello di disoccupazione nel settore. “A fronte di una crisi economica superata ed avvertita solo marginalmente dalle farmacie italiane, si assiste ad una “speculazione” diventata sistema a danno del personale laureato”, dicono i liberi farmacisti, sottolineando che il personale dipendente è fra i peggio pagati in Europa.“Un farmacista dipendente – si legge nella lettera – ha la retribuzione più bassa in Europa” e guadagna 7,20 euro netti l’ora, “tutto questo con responsabilità sanitarie di elevata valenza professionale che quotidianamente lo espongono a possibili rischi di natura penale”. La sigla denuncia il ricorso al tirocinio post lauream, il ricorso ai voucher, l’abusivismo.
Il MNLF “richiama l’attenzione del ministro sulle distorsioni del sistema farmacia come la piaga dell’abusivismo professionale ove personale non laureato dispensa farmaci e consigli con una netta diminuzione del livello di sicurezza della salute dei pazienti. Al Ministro Poletti il MNLF chiede un intervento diretto che porti le parti davanti al tavolo di trattativa per il rinnovo del CCNL ormai scaduto da quasi quattro anni. Chiede inoltre una mediazione che consenta di risolvere le numerose anomalie presenti nel rapporto di lavoro all’interno delle farmacie italiane”.
