Il carrello della spesa costa quasi il 30% in più negli ultimi cinque anni
Tra il 2021 e il 2026 il costo dei prodotti alimentari di uso quotidiano è aumentato molto più dell’inflazione generale. A rincarare maggiormente sono soprattutto caffè, olio, ortaggi e alcuni frutti.
Centromarca: “La Marca, punto di riferimento in un contesto che cambia” (Foto Pixabay, immagine generata dall'AI) https://pixabay.com/it/illustrations/supermercato-shopping-carrello-8577513/
Fare la spesa oggi costa sensibilmente di più rispetto a cinque anni fa. Tra il 2021 e il 2026, infatti, il prezzo di un carrello composto da prodotti alimentari di largo consumo è aumentato del 29,5%. È quanto emerge da un’elaborazione del Sole 24 Ore, che ha confrontato l’andamento dei prezzi di un paniere rappresentativo con i dati ufficiali sull’inflazione.
Il dato assume un peso particolare se confrontato con l’inflazione generale: nello stesso periodo, quest’ultima si è fermata al 21%. La spesa alimentare ha quindi seguito una traiettoria decisamente più ripida, avvicinandosi al dato dell’inflazione alimentare calcolata dall’Istat, pari a circa il 30%.
In altre parole, gli aumenti non hanno interessato allo stesso modo tutti i beni e servizi: alcuni dei prodotti che entrano più frequentemente nel carrello hanno registrato rincari superiori alla media.
Da 100 a 129,5 euro
Per rendere concreto il confronto, il Sole 24 Ore ha costruito un paniere di 31 prodotti, considerato rappresentativo della spesa settimanale di una coppia con un figlio. Se nel 2021 quel carrello costava idealmente 100 euro, nel 2026 il suo valore è arrivato a 129,5 euro.
Un incremento che aiuta a spiegare perché il peso della spesa alimentare sia diventato particolarmente evidente nei bilanci familiari. Anche quando il tasso di inflazione rallenta, infatti, i prezzi raggiunti negli anni precedenti non tornano automaticamente ai livelli di partenza: il risultato è un costo della vita quotidiana stabilmente più elevato.
Caffè, olio e ortaggi: i rincari più forti
All’interno del paniere, alcuni alimenti hanno registrato aumenti nettamente superiori alla media. È il caso soprattutto degli ortaggi più utilizzati in cucina, il cui prezzo è cresciuto complessivamente del 39%.
Ancora più significativi sono i rincari di alcuni singoli prodotti. Il caffè ha segnato un aumento del 51%, mentre l’olio extravergine di oliva è cresciuto del 47%. Seguono i pomodori, con un +45%, le patate (+44%) e le melanzane (+41%).
Sono prodotti che fanno parte delle abitudini alimentari di molte famiglie e che, proprio per la loro frequenza d’acquisto, possono avere un impatto significativo sulla percezione del costo della spesa.
Anche la frutta racconta un quadro complesso
Un caso interessante è quello della frutta, per cui emergono differenze tra i dati Istat e il paniere utilizzato dal Sole 24 Ore. Secondo l’istituto di statistica, nel periodo considerato il comparto ha registrato un aumento del 28,6%. Nel paniere del quotidiano, invece, il rincaro si ferma al 14%.
La differenza dipende dalla composizione dei due panieri. L’analisi del Sole 24 Ore considera infatti soltanto mele e banane, indicate tra i frutti più acquistati dalle famiglie. Se si prendono in esame altri prodotti, il quadro cambia: le fragole hanno registrato un aumento del 48%, i limoni del 37% e le arance del 31%.
Il paniere fa la differenza
Il confronto mette in luce un elemento importante quando si parla di inflazione: non esiste un unico “carrello” uguale per tutti. Il dato finale dipende dai prodotti considerati e dal peso che ciascuno di essi ha all’interno del paniere.
Per una famiglia che acquista frequentemente caffè, olio, pomodori e ortaggi, ad esempio, l’aumento percepito può essere molto più vicino ai rincari di questi singoli prodotti che alla media dell’inflazione generale.
È anche per questo che il costo della spesa quotidiana può sembrare aumentato più rapidamente di quanto suggerisca il dato complessivo sull’inflazione. A incidere sono soprattutto le abitudini di consumo: quando a rincarare sono proprio gli alimenti acquistati più spesso, l’effetto sul bilancio familiare diventa immediatamente visibile.
