Incendio ospedale di Tivoli, Federconsumatori: servono investimenti per la sicurezza delle strutture
Federconsumatori interviene in merito all’incendio divampato all’ospedale di Tivoli e chiede investimenti adeguati per la sicurezza e l’ammodernamento delle strutture
Incendio ospedale di Tivoli, Federconsumatori: servono investimenti per la sicurezza delle strutture (Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/ryanmcguire-123690/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=349807">Ryan McGuire</a> da <a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=349807">Pixabay</a>)
“L’incendio che ha avuto luogo nell’ospedale di Tivoli ha dell’inverosimile. Il dolore per la perdita di tre pazienti si mischia alla rabbia per gli elementi che stanno emergendo”: così Federconsumatori, in merito all’incendio divampato nella tarda serata di venerdì all’ospedale San Giovanni Evangelista, che ha provocato la morte di tre persone.
“La Procura di Tivoli – si apprende dall’Ansa – disporrà una maxi consulenza. L’attività punta a chiarire quanto avvenuto e, in particolare, verranno effettuate verifiche sull’impianto antincendio e sui sistemi di sicurezza all’interno del nosocomio”.
Incendio ospedale di Tivoli, Federconsumatori: inefficienze inaccettabili
“Rifiuti accumulati sul retro, che non si capisce se potessero stare lì e perché non fossero stati raccolti. L’inefficienza registrata nel funzionamento dell’impianto antincendio e delle porte tagliafuoco, verificati l’ultima volta nel 2016 secondo quanto si apprende dalle note di stampa. Il mancato intervento di una squadra interna“: questi, spiega Federconsumatori, gli elementi che stanno emergendo.
“Aspetti che andranno chiariti, insieme alle origini dolose o meno dell’incendio, accertando e sanzionando eventuali responsabilità. Inoltre – sottolinea l’associazione – è necessario ripristinare al più presto un servizio di assistenza/emergenza per la zona coperta dall’ospedale di Tivoli.”
“Di certo – prosegue Federconsumatori – vi è che questa vicenda ha riportato alla luce le carenze di questa e molte altre strutture sanitarie pubbliche: spesso vetuste (solo il 18% ha meno di 33 anni), non adeguate alle norme antincendio né a quelle antisismiche (secondo i dati della Fiaso appena 1/3 lo sarebbe), dotate di attrezzature non aggiornate. Di fronte a tutto ciò, rimangono inutilizzati circa il 57% dei fondi stanziati per l’edilizia ospedaliera, a causa di percorsi lenti e farraginosi per il loro ottenimento”.
Si tratta, quindi, di “una situazione complessa, che mette in evidenza molte contraddizioni e inefficienze inaccettabili. Per questo siamo convinti sia necessario e urgente intervenire per mettere in sicurezza le strutture, oltre che per renderle più efficienti, moderne, dotate di macchinari e tecnologie all’avanguardia. Non va certo in questa direzione la progressiva riduzione della spesa sanitaria in rapporto al PIL – sottolinea l’associazione -, che configura un sistema sanitario sempre meno universale e inclusivo, contraddicendo in pieno i principi fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione”.
