Inflazione, Istat: a febbraio più 1,5%, carrello della spesa a più 2%

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A febbraio l’inflazione accelera rispetto a gennaio: più 1,5% su base annua, carrello della spesa a più 2%. L’Istat rivede un po’ al ribasso le stime. Ma i prodotti alimentari rincarano del 2,5%

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Inflazione, a febbraio più 1,5% (Foto Pixabay)

L’inflazione a febbraio aumenta dell’1,5% su base annua, da più 1% di gennaio e contro una stima preliminare di più 1,6%. Nel confronto mensile, i prezzi al consumo aumentano dello 0,7% (la stima era di più 0,8%). L’aumento del carrello della spesa si ferma al 2%, contro previsioni di più 2,2%.

Sono dati rivisti leggermente al ribasso quelli diffusi oggi dall’Istat, che però parla sottolinea la “sensibile accelerazione” dell’inflazione rispetto al mese di gennaio.

Inflazione in accelerazione

Spiega infatti l’Istituto: “A febbraio 2026 l’inflazione registra una sensibile accelerazione (+1,5%, dal +1,0% di gennaio), dovuta soprattutto all’evoluzione dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+4,9%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+2,9%); a sostenere la dinamica inflazionistica generale contribuiscono anche i prezzi degli Alimentari non lavorati (+3,7%). L’unico effetto di contenimento rilevante si deve all’ampliarsi alla flessione dei prezzi degli Energetici (-6,6%). La crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” è pari a +2,0% (da +1,9%), mentre l’inflazione di fondo sale a +2,4% (da +1,7%)”.

Rallentano invece i prezzi degli Alimentari lavorati (da più 1,9% a più 1,4%).  Rimangono stabili i prodotti ad alta frequenza d’acquisto a più 1,9%.

 

Istat prezzi al consumo per divisione di spesa, febbraio 2026

 

Le voci che aumentano di più

Va inoltre evidenziato l’andamento dell’inflazione sulle diverse divisioni di spesa, con voci decisamente superiori all’indice generale a più 1,5%.

L’andamento su base annua evidenzia infatti un’inflazione decisamente superiore per le voci istruzione (più 1,8%), prodotti alimentari e bevande analcoliche (più 2,5%), assistenza alla persona (più 3,8%), servizi finanziari e assicurativi (più 4,1%) e servizi di ristoranti e alloggio (più 6,1%).

In flessione invece abitazione, acqua, elettricità gas e altri combustibili (meno 2,2%), informazione e comunicazione (meno 3,1%).

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