Ivass, Relazione 2024: nuove sfide e tutela dei consumatori

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Aumentano le segnalazioni, arriva l’Arbitro assicurativo e si alzano i premi Rc auto. La Relazione Ivass fotografa un settore sotto pressione, tra incertezze economiche e nuovi obblighi normativi.

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Ivass, Relazione 2024: nuove sfide e tutela dei consumatori

Nel 2024, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) ha registrato un aumento del 18% nelle segnalazioni rispetto all’anno precedente. I principali problemi riguardano mancati premi, operazioni indebite sulle polizze vita e falsificazioni documentali. A rivolgersi all’ente sono stati consumatori, imprese e intermediari assicurativi, sintomo di un clima di crescente tensione nel settore.

L’attività di controllo si è estesa a più ambiti: dalle polizze legate agli eventi naturali estremi, fino ai contratti Rc auto e a quelli “dormienti” del ramo vita. Il quadro delineato nella Relazione annuale restituisce l’immagine di un settore complesso, in trasformazione, ma anche esposto a nuove vulnerabilità.

Le parole di Signorini: “Incertezza e rischi in aumento”

Nel suo intervento, il presidente Ivass Luigi Federico Signorini ha sottolineato come

“l’attuale incertezza economica e finanziaria si rifletta anche sul mercato assicurativo. Due i principali effetti: da un lato l’ampliamento dei rischi coperti, dall’altro l’incidenza sui rendimenti delle risorse investite, provenienti dai premi incassati”.

In questo contesto, Signorini ha annunciato anche una novità rilevante per i consumatori: l’avvio imminente dell’Arbitro assicurativo, un organismo pensato per risolvere in via extragiudiziale le controversie tra clienti e compagnie. Si tratta di un’istituzione attesa, che però dovrà superare diverse sfide operative, dalla gestione dell’elevato numero di ricorsi alle difficoltà nella definizione di prassi consolidate.

Rc Auto: l’Italia tra i Paesi più costosi in Europa

Un focus specifico della Relazione Ivass è dedicato all’Rc auto, dove l’Italia si conferma tra i Paesi con i premi più elevati. Nel 2023, il premio medio era di 286 euro, superato solo dal Regno Unito (381 euro). In Spagna e Francia, invece, si paga circa 186 euro. La causa principale? I costi delle riparazioni e i sistemi di risarcimento danni, spesso più onerosi in Italia.

Tuttavia, una nota positiva c’è: il differenziale tra il nostro Paese e la media europea si è ridotto rispetto al 2012 e anche rispetto al 2022, grazie soprattutto all’incremento dei premi nel Regno Unito.

Due ruote sotto osservazione: premi alti e disparità territoriali

Da ottobre 2024, l’indagine IPER è stata estesa anche a ciclomotori e motocicli. I premi sono risultati elevati: in media 217 euro per i ciclomotori e 319 per le moto. Le differenze territoriali sono marcate: si va dai 180 euro di Belluno ai 555 di Napoli.

Altro elemento interessante: solo il 69-72% degli assicurati in due ruote è in prima classe di merito, contro l’87% delle autovetture. L’età media degli assicurati resta comunque alta, segnale di un segmento poco attrattivo per i giovani.

Eventi naturali estremi e nuovo obbligo per le imprese

Nel 2024 Ivass ha dedicato particolare attenzione ai reclami legati agli eventi naturali estremi, sempre più frequenti e impattanti. Le imprese sono state sollecitate ad adottare sia misure correttive immediate sia soluzioni strutturate per il medio-lungo periodo.

In questo scenario si inserisce un importante cambiamento normativo: l’introduzione dell’obbligo per le imprese di stipulare una copertura contro i danni da calamità naturali.

“Un passo fondamentale – ha dichiarato Signorini – per mitigare e gestire i rischi, e garantire risarcimenti rapidi in caso di disastri”.

 

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