La Commissione europea multa Google per 890 milioni di euro
Bruxelles multa Google per violazione della legge sui mercati digitali. Le sanzioni riguardano Google Search e Google Play
La Commissione europea multa Google per Google Search e Google Play (Foto Pixabay)
La Commissione europea multa Google per 890 milioni di euro per violazione della legge sui mercati digitali. Nel mirino di Bruxelles finiscono Google Search e Google Play: la Commissione contesta il mancato rispetto da parte di Google della legge sui mercati digitali (DMA) per l’auto-preferenza dei propri servizi su Google Search e per l’introduzione di restrizioni alle imprese nell’indirizzare i consumatori verso canali di acquisto alternativi, spesso più economici, suu Google Play. Le due sanzioni sono rispettivamente di 460 milioni di euro e di 430 milioni di euro.
«Google non ha rispettato la legge sui mercati digitali e oggi abbiamo adottato misure di applicazione decisive ma equilibrate per sanzionare queste violazioni – ha detto Teresa Ribera, Vicepresidente esecutiva per una Transizione pulita, giusta e competitiva – I migliori prodotti dovrebbero avere successo perché sono migliori, non perché sono di proprietà della società che gestisce il motore di ricerca».
Google Search e Google Play, le multe
Una sanzione riguarda dunque l’auto-preferenza su Google Search.
Secondo il regolamento sui mercati digitali, i gatekeeper non devono trattare i propri servizi in modo più favorevole rispetto ai servizi di terzi ma devono applicare condizioni trasparenti, eque e non discriminatorie a tale classificazione.
Google invece, spiega la Commissione, riserva un trattamento preferenziale ai propri servizi, compresi gli acquisti, gli alberghi, i trasporti e i risultati sportivi, rispetto a quelli di terzi nella ricerca Google. In questo modo viola la legge sui mercati digitali. Inoltre mostra i propri servizi in modo più evidente nei risultati di ricerca, anche nella parte superiore della pagina dei risultati di ricerca o utilizzando immagini e filtri avanzati, mentre i servizi di parti terze non hanno la stessa visibilità.
L’altra sanzione riguarda la cosiddetta politica anti-steering di Google e investe Google Play. Secondo il DMA, gli sviluppatori di app che distribuiscono le loro app attraverso Google Play dovrebbero essere in grado di informare gratuitamente i clienti in merito a offerte alternative, spesso più economiche, e di indirizzarli verso tali offerte per effettuare acquisti, ad esempio su siti web o app store alternativi. Google non rispetta questo obbligo, spiega la Commissione.
Google dovrà dunque agire per rimediare a tutto questo, trattando i servizi delle parti terzi nei risultati di ricerca su Google in modo equo e non discriminatorio.
Le sanzioni tengono conto della durata e della gravità dell’inadempienza. La Commissione ricorda anche i passi che Google sta compiendo. Ad esempio osserva che “dopo un dialogo costruttivo, Google ha proposto e iniziato a testare modifiche al modo in cui presenta i propri servizi su Google Search per servizi gratuiti come shopping, hotel e voli. La Commissione monitorerà l’attuazione di tali soluzioni, che costituiscono progressi sostanziali verso la conformità”.
