Legge sul ripristino della natura, ASviS: occasione per una svolta ecologica in Italia
Il Italia il 42% degli ecosistemi è in cattivo stato di conservazione e la biodiversità è minacciata. Per l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, la legge sul ripristino della natura approvata in Ue può rappresentare un’occasione per guidare la svolta ecologica
Legge sul ripristino della natura, ASviS: occasione per una svolta ecologica in Italia (Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/couleur-1195798/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=4030138">Couleur</a> da <a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=4030138">Pixabay</a>)
La legge sul ripristino della natura può guidare la svolta ecologica in Italia, paese dove il 42% degli ecosistemi è in cattivo stato di conservazione. L’Italia è infatti fra i paesi della Ue con la maggiore biodiversità ma questa è anche molto minacciata.
Secondo l’ASvisS (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile) “su 85 tipologie di ecosistemi naturali presenti lungo tutto il territorio nazionale, il 42% si trova in uno stato di conservazione sfavorevole. Lo stesso vale per le specie: oltre la metà di flora e fauna tutelate a livello comunitario versa in cattive condizioni”.
La legge sul ripristino della natura, o Nature Restoration Law, rappresenta dunque un’occasione per ripristinare gli ecosistemi urbani, arrestare il consumo di suolo e arrivare a un Piano nazionale di ripristino (Pnr), che gli Stati sono chiamati a presentare entro il primo settembre 2026. “La redazione del Pnr richiederà una profonda riorganizzazione delle conoscenze esistenti e un deciso salto di consapevolezza sullo stato degli ecosistemi italiani, superando la frammentazione dei dati ambientali e coinvolgendo cittadini, scienziati, istituzioni e territori”: è quanto si legge nel Position Paper che l’ASviS ha pubblicato oggi durante un evento a Genova del Festival dello Sviluppo Sostenibile.
Il documento, “La ‘Nature restoration law’: un’opportunità per l’Italia””, è realizzato dai gruppi di lavoro dell’ASviS con il contributo di esperte ed esperti esterni. Analizza i principali ecosistemi, evidenziando criticità e opportunità di intervento e formula proposte concrete su come definire il Piano nazionale di ripristino in Italia.

La legge sul ripristino della natura, speranza e impegno
Come si legge nel Paper, “la Nature Restoration Law (NRL) approvata dal Consiglio dell’Unione Europea il 17 giugno 2024 rappresenta un elemento di speranza e di impegno concreto per gli Stati Membri. Si tratta, infatti, di un Regolamento che espande la nozione di “conservazione” ambientale associandola a quella del suo “restauro”, richiamando le generazioni attuali al dovere – morale ed esistenziale – di assicurare a quelle che verranno un futuro di armonia con la Natura”.
Vero è che è stata approvata “con una maggioranza non confortante” dal Parlamento europeo. La sua attuazione richiederà dunque, prosegue il Paper, “una intensa attività tesa ad estendere la consapevolezza della sua vision e delle prospettive che apre per la società, per l’ambiente e per l’economia del futuro”.
La legge sul ripristino della natura fissa obiettivi giuridicamente vincolanti per il ripristino degli ecosistemi degradati in tutta l’Unione europea. Stabilisce che i paesi dell’Ue dovranno ripristinare almeno il 30% degli habitat in cattive condizioni (come foreste, praterie e zone umide) entro il 2030, almeno il 60% entro il 2040 e almeno il 90% entro il 2050.
“La Legge, che segna una svolta nell’approccio europeo alla crisi ecologica, necessita di un grosso lavoro politico e culturale per essere realmente implementata”, evidenzia oggi l’ASviS, che sottolinea inoltre come “restaurare anche solo il 15% degli ecosistemi degradati potrebbe ridurre del 60% la perdita di specie”.
