Mattone selvaggio, Legambiente: sulle coste cresce la morsa del cemento illegale
Sulle coste italiane è sempre mattone selvaggio e cresce la morsa del cemento illegale. Legambiente anticipa alcuni dati del dossier Mare Monstrum in occasione della partenza delle storiche campagne Goletta Verde e Goletta dei Laghi
Mattone selvaggio, Legambiente: sulle coste cresce la morsa del cemento illegale (Foto credit Legambiente)
Patrimonio inestimabile di bellezza e biodiversità e purtroppo sempre prede di “mattone selvaggio”. Sulle coste italiane continua a pesare l’abusivismo edilizio e cresce la morsa del cemento illegale.
Nel solo 2023 sono oltre 10 mila i reati legati al mattone illegale, per giunta in crescita dell’11,1% rispetto al 2022). Sono oltre 11 mila le persone denunciate e oltre 1600 i sequestri penali. I numeri vengono dai dati in anteprima di “Mare Monstrum”, lanciati oggi da Legambiente in occasione dell’avvio delle storiche campagne Goletta Verde e Goletta dei Laghi e del monitoraggio sullo stato di salute di mari, coste e laghi d’Italia.
Goletta Verde e Goletta dei Laghi, come stanno mari e laghi?
Ad accendere i riflettori sul tema degli abusi edilizi che deturpano coste e rive, insieme a quelli di mala depurazione, tutela della biodiversità, raggiungimento dell’obiettivo del 30% di territorio e mare protetto entro il 2030 e buone pratiche legate al turismo sostenibile, saranno infatti durante l’estate le storiche campagne di Legambiente di monitoraggio della qualità delle acque marine e lacustri italiane: “Goletta Verde” 2024 e “Goletta dei Laghi”, che torneranno a salpare rispettivamente dal 28 giugno al 13 agosto e dal 28 giugno al 2 agosto, con il motto “Non ci fermeremo mai”.
«Le coste italiane – commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – sono un patrimonio dal valore inestimabile, ricche di storia, bellezza e biodiversità, ma sempre più usurpate dal mattone selvaggio con costruzioni che spesso rimangono allo stato di scheletri, che privatizzano spiagge o che sorgono in mezzo a letti di fiumi o in aree a rischio idrogeologico. I dati in anteprima di “Mare Monstrum” ci dimostrano l’urgenza di intervenire con provvedimenti legislativi, come abbiamo chiesto al Governo e a tutte le forze politiche con i nostri emendamenti al decreto Salvacasa, per noi un “condono mascherato”, come ribadiremo anche a bordo della nostra Goletta Verde».

Mare Monstrum, il cemento illegale non abbandona le coste
Il dossier “Mare Monstrum” 2024 dedicata al ciclo illegale del cemento evidenzia che quest’ultimo è una piaga difficile da risanare e da “abbattere” specialmente lungo le coste, dove l’abusivismo edilizio oggetto di ordinanze di demolizione è oltre 6 volte più diffuso che nell’entroterra.
Lungo le coste italiane “cresce la morsa del cemento illegale”, denuncia Legambiente, con abusivismo edilizio, gestione illecita delle cave e concessioni demaniali.
I numeri di Mare Monstrum, raccolti attraverso Forze dell’ordine e Capitanerie di porto, indicano che nel 2023 sono stati 10.257 (+11,1% rispetto al 2022) i reati accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto nelle regioni costiere, con 11.647 persone denunciate (+21,2%), 1.614 sequestri penali (+17,3%) e 14 ordinanze di custodia cautelare. Aumentano anche gli illeciti amministrativi, 15.062 (+11,7% rispetto al 2022) e le relative sanzioni (34.121, +20,9%).
“Il Sud Italia – spiega Legambiente – è la principale vittima del mattone illegale: in testa alla classifica regionale si conferma la Campania con 1.531 reati (pari al 14,9% del totale nazionale), prima anche per il numero delle persone denunciate (1.710) e le sanzioni (4.302). Segue al secondo posto la Puglia (1.442 reati, il 14,1% del totale nazionale), al terzo la Sicilia (1.180 reati, 11,5%) e al quarto la Calabria (1.046 reati, il 10,2% del totale). Ma la minaccia dell’abusivismo edilizio non risparmia neanche il Centro e il Nord Italia: al quinto posto la Toscana con 794 reati (7,7% del totale nazionale), seguita dal Veneto con 705 reati (6,9%) e dal Lazio con 617 reati (6%)”.
L’associazione torna a chiedere al Governo “risposte immediate come il riconoscimento del pieno potere ai Prefetti per demolire gli immobili che non vengono abbattuti dai Comuni e la cancellazione nel Decreto “Salva casa” del cosiddetto “silenzio-assenso”, che spalancherebbe la strada a nuovi abusi visto che nessun Comune sarà mai in grado di esaminare una pratica di sanatoria entro i 45 giorni stabiliti”.
