Microsoft, Antitrust avvia istruttoria sull’aumento del prezzo di abbonamento a “Microsoft 365”

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Secondo l’Autorità Microsoft non avrebbe evidenziato in modo adeguato che il servizio offerto in abbonamento è stato integrato dai servizi di intelligenza artificiale “Copilot” e “Designer”

Microsoft, Antitrust avvia istruttoria sull’aumento del prezzo di abbonamento a “Microsoft 365”

Microsoft, Antitrust avvia istruttoria sull’aumento del prezzo di abbonamento a “Microsoft 365” (foto Pixabay)

L’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti delle società Microsoft Ireland Operations Ltd. e Microsoft S.r.l. per pratica commerciale scorretta relativa alle informazioni sull’aumento del prezzo di abbonamento al servizio “Microsoft 365”.

“Queste – si legge in una nota – sarebbero state presentate ai consumatori in modo frammentato, senza evidenziare adeguatamente che “Microsoft 365” è stato integrato dai servizi di intelligenza artificiale “Copilot” e “Designer”. Inoltre, ai consumatori sarebbe stato imposto, come opzione di default e salvo l’esercizio del recesso, un nuovo piano di abbonamento con un prezzo più elevato”.

Secondo l’Autorità, questa condotta sarebbe contraria alla disciplina consumeristica “perché Microsoft non avrebbe fornito agli utenti informazioni sufficienti per apprezzare le modifiche apportate al servizio offerto e, per l’effetto, assumere scelte informate e consapevoli sull’opportunità o meno di procedere al rinnovo contrattuale. La stessa modalità comunicativa costituirebbe anche una pratica aggressiva, perché avrebbe indebitamente compresso l’autonomia negoziale dei consumatori”.

Microsoft, Codacons: si conferma strapotere delle Big Tech

“La nuova istruttoria aperta dall’Antitrust – afferma il Codacons – dimostra ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, lo strapotere delle big tech, che continuano ad attuare comportamenti scorretti sul fronte della concorrenza e dei diritti dei consumatori al fine di incrementare i propri profitti”.

“La scarsa trasparenza nei confronti dei consumatori e le informazioni fumose sul fronte dei servizi resi e dei loro costi producono danni economici non indifferenti, impedendo agli utenti di fare scelte consapevoli e deviando ogni anno milioni e milioni di euro – spiega il Codacons –. Un danno che, in questo caso, può essere particolarmente esteso considerando l’enorme mole di utenti e professionisti che utilizza i servizi Microsoft in Italia. Per tale motivo, se saranno accertate le irregolarità, ci aspettiamo una maxi-multa da parte dell’Antitrust nei confronti della società, e ci attiveremo per far ottenere a tutti gli interessati il rimborso delle maggiori somme pagate a causa di pratiche scorrette”.

UNC: Non va sfruttata l’inerzia del consumatore

“Bene l’istruttoria su Microsoft 365”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Non si può imporre al consumatore un nuovo piano di abbonamento a un prezzo più elevato come opzione di default, dando come unica scappatoia l’esercizio del diritto di recesso. Infatti, in questo modo si sfrutta l’inerzia del consumatore, che troppo spesso ha la propensione a non modificare un’opzione preimpostata o un contratto già attivo, un blocco decisionale che si ha per la percezione, il più delle volte sbagliata, che il cambio richieda troppo tempo o burocrazia, per la paura di incorrere in disservizi o peggiorare la situazione, per la presenza di troppe opzioni sul mercato che creano un sovraccarico cognitivo che confonde il cliente spingendolo a non scegliere affatto”, prosegue Dona.

“Parliamo di bias dello status quo, di effetto di default, di customer inertia. Tutte cose note per chi si occupa di economia comportamentale e che non vanno sfruttate a proprio vantaggio, condizionando indebitamente il consumatore”, conclude Dona.

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