Mutui, Rapporto Abi: si conferma ripresa e tassi ai minimi
A gennaio le banche italiane hanno prestato ai propri clienti 1.826,7 miliardi di euro a fronte di 1.685,6 miliardi di raccolta complessiva (+141 miliardi). Segnali positivi sulle nuove erogazioni: quelle alle imprese hanno registrato nel 2015 un +11,6% sul 2014 mentre le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili da parte delle famiglie, hanno segnato un boom di +97,1%. I tassi di interesse sono ai minimi. Ma l’UNC precisa: “il tasso che conta per i mutui non è il tasso medio, ma il Taeg che a dicembre era 2,80 e non 2,49″. Il totale dei finanziamenti in essere a famiglie e imprese ha registrato una variazione di -0,5% su gennaio 2015, un valore assai migliore rispetto al -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo ed è ritornato sui valori di aprile 2012.
L’incidenza delle surroghe sul totale dei nuovi mutui è pari al 31,6%. La forte ripresa delle nuove erogazioni si sta riflettendo anche sul totale dei mutui in essere delle famiglie che ha registrato una variazione positiva dello 0,7% nei confronti di fine dicembre 2014, confermando la ripresa del mercato dei mutui. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi i prestiti all’economia sono passati da 1.673 a 1.826,7 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.411,5 miliardi di euro.
Passando ai tassi di interesse sui prestiti, in Italia a gennaio 2016 si sono registrati livelli ancora più bassi: il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,48% toccando il minimo storico (2,49% il mese precedente; 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è collocato all’1,72%, 1,74% il mese precedente (5,48% a fine 2007). Il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,26%, prossimo al minimo storico (3,25% il mese precedente; 6,18%, prima della crisi, a fine 2007) .
“E’ vero che i tassi sono ai minimi, ma vogliamo precisare che il tasso che conta, che deve considerare il consumatore per valutare la convenienza di un mutuo, non è il tasso medio, ma il Taeg. A dicembre, quindi, come attesta la Banca d’Italia, il Taeg per l’acquisto di abitazioni era 2,80, non 2,49” commenta Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Anche sull’erogazione di mutui, ricordiamo che secondo i dati di Bankitalia, dopo che finalmente, a novembre 2015, i prestiti al settore privato erano tornati in territorio positivo (+0,5% nei dodici mesi), a dicembre erano tornati a calare, registrando un -0,3%. Insomma, esistono ancora difficoltà, che si aggiungono al problema irrisolto delle sofferenze bancarie e del bail-in” prosegue Dona. “Per questo chiediamo al Governo di fare molto di più e di dare un segno di discontinuità, rassicurando i risparmiatori ed i mercati, emanando ad esempio il famoso provvedimento sull’arbitrato”.
Di seguito alcune delle richieste dell’Unione Nazionale Consumatori a Governo e Parlamento:
- Vietare il collocamento di strumenti finanziari particolarmente rischiosi, come le obbligazioni subordinate, presso i clienti retail.
- Separare banche commerciali da banche d’affari.
- Togliere segreto d’ufficio su tutte le notizie, le informazioni e i dati in possesso della Banca d’Italia per la sua attività di risoluzione, prevista dall’art. 5 del d.lgsl n. 180 del 16 novembre 2015.
- Togliere il divieto per i consumatori di poter agire giudizialmente in sede civile contro gli ex vertici delle banche, ossia contro i maggiori responsabili di questa vicenda. Ricordiamo che l’art 35 del d.lgsl n. 180 del 16-11-2015 consente alla sola Banca d’Italia o a soggetti ad essa designati l’azione di responsabilità contro i membri degli organi amministrativi e di controllo.
- Emanare al più presto il provvedimento sull’arbitrato.
