Olio d’oliva, MASAF: in 10 giorni l’Icqrf ha sequestrato merce per 10,3 milioni di euro

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Aumentano i controlli sull’olio d’oliva. Dal 2023 ad oggi l’Icqrf ha certificato un aumento dei controlli del 21,1%

Olio d'oliva, MASAF: in 10 giorni l'Icqrf ha sequestrato merce per 10,3 milioni di euro

Olio d'oliva, MASAF: in 10 giorni l'Icqrf ha sequestrato merce per 10,3 milioni di euro (foto Pixabay)

Negli ultimi 10 giorni l’Icqrf ha controllato 5 milioni di chili di olio d’oliva e sequestrato merce per 10,3 milioni di euro. Aumentano anche operatori controllati (+26,6%) e quantità (+28%): è quanto fa sapere il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, in un punto stampa al termine della seduta della Cabina di regia sui controlli dell’Agroalimentare, istituzionalizzata con la legge 75 del 2026.

Secondo i dati pubblicati dal Ministero, l’olio di oliva in Italia genera 2,3 miliardi di euro di ricavi, con oltre 1 milione di ettari dedicati. Nel settore sono attive 619 mila imprese olivicole per un valore di produzione pari a oltre 2,3 miliardi di euro nel 2025. Gli italiani, inoltre, sono primi consumatori mondiali, secondi esportatori per valore e terzi per produzione.

Olio, aumentano i controlli

Dal 2023 sono i controlli sull’olio d’oliva sono aumentati. L’Icqrf – si legge in un comunicato del Ministero – ha certificato un aumento dei controlli del 21,1% dal 2023 ad oggi, eseguendo nel 2025 oltre 7.200 ispezioni. Gli operatori controllati aumentano invece del 26,6% e anche la quantità del prodotto è aumentata del 34,3%.

Particolare attenzione è stata data all’olio EVO 100% Italia, con controlli in aumento del 26,4% dal 2023 ad oggi, eseguendo nel 2025 quasi 2.500 ispezioni e portando alla denuncia di 67 soggetti. Gli operatori controllati aumentano invece del 37,9% e anche la quantità del prodotto ispezionato – Olio Evo 100% italiano – è aumentata del 34,3%.

Le linee guida per i controlli futuri

“Per il periodo a venire la collaborazione tra le forze dell’ordine nella Cabina di regia e l’attenzione sull’olio sarà massima, rafforzeremo gli strumenti tecnologici a supporto dell’attività ispettiva“, ha dichiarato Lollobrigida.

In particolare, le linee guida per i controlli futuri prevedono il rafforzamento dei controlli congiunti presso operatori e punti di ingresso (industrie, commercio, GDO, porti); il contrasto alle pratiche commerciali sleali, una maggiore attività dei laboratori ICQRF in sinergia con i laboratori ADM e ministero della salute; un’azione più incisiva contro le frodi e un aumento del numero dei campioni prelevati per le analisi (chimico-fisiche, organolettiche, residui fitofarmaci e molecolare/isotopica).

Olio d’oliva, le posizioni di AIFO e Cia

“Bene il rafforzamento dei controlli sull’olio di oliva, ma per contrastare realmente frodi e irregolarità è necessario aggiornare anche il sistema sanzionatorio”: è quanto chiede AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari in merito ai dati diffusi dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. Numeri che, secondo AIFO, “confermano la necessità di mantenere alta l’attenzione nei confronti di chi inganna i consumatori, danneggia il Made in Italy e altera la concorrenza a discapito delle imprese corrette”.

L’Associazione invita ora il Ministero e il Parlamento a “dare seguito alla proposta normativa già presentata da AIFO per modificare il decreto legislativo 23 maggio 2016, n. 103 e aggiornare una disciplina nazionale che, per alcuni aspetti, continua a fare riferimento alla legge n. 1407 del 1960, non più pienamente adeguata alle attuali classificazioni e regole europee sugli oli”.

La proposta – spiega AIFO – “mira a introdurre definizioni merceologiche pienamente coerenti con la normativa dell’Unione europea, a vietare la commercializzazione di oli privi dei requisiti di prodotto e di processo previsti per la categoria dichiarata e a rafforzare la tracciabilità attraverso la corretta indicazione delle denominazioni nei documenti commerciali”. L’associazione propone, inoltre, regole più chiare per la classificazione degli oli vergini, sanzioni incisive contro la commercializzazione di oli non commestibili e il divieto di detenere impianti di esterificazione negli stabilimenti nei quali vengono prodotti o conservati oli destinati all’alimentazione.

Per Cia-Agricoltori Italiani “sono ancora troppe le situazioni opache che vanno contrastate con decisione. Due le direttrici principali: il potenziamento del metodo organolettico a tutela della qualità e la messa in campo di un’azione più incisiva contro le vendite sottocosto, che generano disparità e confusione, con l’olio che rimane prodotto civetta”.

“L’olivicoltura italiana – dichiara Cia – necessita di maggiore attenzione e strumenti concreti di sostegno. In particolare, occorre rafforzare i processi di aggregazione e consolidare il ruolo dell’Ocm; gli accordi di filiera devono essere seri, vincolanti e realmente funzionali alla tutela del sistema Italia. Destano ancora forte preoccupazione le attuali condizioni di mercato, caratterizzate da un’elevata disponibilità di prodotto in giacenza e da prezzi estremamente bassi, giudicati insostenibili”.

Tra le proposte operative avanzate, il vicepresidente Cia, Gennaro Sicolo, chiede un impegno concreto della grande distribuzione per la realizzazione di una campagna di promozione al consumo nel mese di settembre dedicata rigorosamente all’olio extravergine italiana.

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