Pagamenti con Pos, raggiunta intesa per abbassare i costi delle commissioni

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Banche, prestatori di servizi ed esercenti firmano l’intesa per abbassare i costi delle commissioni sui pagamenti con carta e bancomat per transazioni fino a 30 euro

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Pagamenti con Pos, raggiunta intesa per abbassare i costi delle commissioni (Foto Pixabay)

Raggiunta l’intesa per abbassare i costi di carte e bancomat: secondo l’accordo, verranno quasi azzerate le commissioni sulle transazioni fino a 10 euro e si prevedono sostanziali riduzioni per le transazioni fino a 30 euro. È stato infatti raggiunto l’accordo fra ABI, APSP (Associazione italiana prestatori servizi di pagamento), CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e FIPE per la definizione del “Protocollo d’intesa per la mitigazione, la maggiore comprensibilità e comparabilità dei costi di accettazione di strumenti di pagamento elettronici”. Il protocollo contiene il forte auspicio a ridurre le commissioni per le transazioni entro i 30 euro e ad azzerarle per le transazioni entro i 10 euro. Come spiega il Sole 24 ore, “l’obbligo non ci può essere, perché altrimenti il protocollo potrebbe essere letto come un’intesa anticoncorrenziale; nella modalità scelta, invece, l’accordo ha ottenuto il parere favorevole dell’Antitrust”.

Pagamenti con Pos, accordo per riduzione delle commissioni

L’accordo, raggiunto presso il Ministero dell’Economia e le Finanze, sul quale l’Antitrust ha espresso il parere favorevole, “promuove ulteriormente la digitalizzazione, la modernizzazione e la concorrenza dei servizi di pagamento, anche attraverso una maggiore comprensibilità, comparabilità e mitigazione dei costi delle transazioni con strumenti di pagamento elettronici – informa una nota stampa congiunta – E ciò con riferimento a chi svolge attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, tenuti ad accettare pagamenti con POS e che presentino ricavi e compensi relativi all’anno di imposta precedente di ammontare non superiore a 400.000 euro”.

Nello specifico, prosegue la nota, “l’ABI e l’APSP si impegnano a invitare i propri associati, che operano in qualità di “soggetti abilitati all’accettazione di pagamenti con carta presso gli Esercenti” a promuovere iniziative commerciali nei confronti degli Esercenti, volte a ridurre l’impatto dei costi delle transazioni di basso valore, cioè di importo non superiore a 30 euro. In particolare, tali iniziative commerciali dovrebbero essere significativamente competitive per quanto riguarda le transazioni di importo unitario almeno fino a 10 euro. Le iniziative commerciali andranno pubblicizzate per almeno 6 mesi e avranno durata non inferiore a 9 mesi”.

Sempre nel Protocollo è previsto che i Prestatori di Servizi di Pagamento che operano in qualità di “soggetti abilitati all’accettazione di pagamenti con carta presso gli Esercenti” aderenti, per accrescere la trasparenza, utilizzeranno un apposito schema standard allegato all’accordo di rappresentazione sintetica delle condizioni previste dalle offerte commerciali. Lo schema è finalizzato ad assicurare l’immediata comparabilità tra le iniziative commerciali. ABI e APSP si impegnano inoltre a invitare tutti gli altri operatori della filiera dei pagamenti propri associati (emittenti di carte, circuiti di pagamento e i diversi operatori che forniscono i servizi tecnici necessari al completamento delle transazioni con carta) a “contribuire concretamente ad assicurare il successo delle iniziative commerciali” previste dal protocollo.

Confesercenti: risparmi fino a 500 milioni

“La firma dell’accordo tra banche, servizi di pagamento e piccole imprese sul taglio delle commissioni sui pagamenti elettronici, stabilito dalla legge di bilancio, è sicuramente una buona notizia. L’accordo potrebbe portare ad un risparmio sulle commissioni fino a 500 milioni di euro l’anno”, ha commentato Confesercenti.

“Il protocollo permetterà di ridurre sostanzialmente i costi per le piccole imprese con meno di 400mila euro l’anno di fatturato. In particolare, verranno quasi azzerate le commissioni sulle transazioni fino ai 10 euro e si prevedono sostanziali riduzioni anche per quelle fino a 30 euro. Una fetta importante dei pagamenti elettronici secondo dati dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, nel 2022 il 21% delle transazioni con carte o bancomat è stato di 10 euro o meno, il 32% di 15 euro o meno, mentre i pagamenti fino a 30 euro sono stati il 58%. E nelle piccole imprese del commercio, del turismo e della ristorazione la quota di micro-transazioni è ancora più alta”.

“L’accordo di oggi è un risultato in qualche modo storico: è da oltre dieci anni che si discute dell’abbassamento del peso delle commissioni sui piccoli. E finalmente si è riusciti a fare un primo passo nella giusta direzione, anche se l’intervento per ora è temporaneo e va reso strutturale”, commenta ancora Confesercenti. Secondo la sigla, i consumi che passano da carta e bancomat dovrebbero raggiungere i 367 miliardi nel 2023 e i 529 miliardi già nel 2025, superando i pagamenti in contanti, che nello stesso periodo calerebbero da 769 a 387 miliardi di euro. “Un’espansione costante cui però non è seguita, fino ad ora, alcuna riduzione del costo della moneta elettronica”.

UNC: ora le scuse stanno a zero

«Bene, ottima notizia! Ora le scuse per rifiutare i pagamenti elettronici stanno a zero! Basta con le bugie del Pos che non funziona, che non c’è il collegamento – ha commentato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Ora, però, bisogna che i trasgressori siano finalmente puniti, visto che da quando le sanzioni sono entrate in vigore, ossia dal 30 giugno 2022, oltre un anno, dubitiamo si siano superate le 100 multe».

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