Partenza lenta per i saldi. Gli sconti ci sono, le file ai negozi no
Partenza lenta per i saldi. Andrà meglio nel weekend, dice il Codacons, ma la spesa è comunque in calo rispetto al periodo pre-pandemia. L’UNC segnala sconti in risalita ma inferiori al periodo pre-Covid
Partenza lenta per i saldi
Partenza lenta per i saldi. Poche code davanti ai negozi e afflusso ridotto dei consumatori. Nel fine settimana andrà meglio ma non tanto da far sì che le vendite siano paragonabili al periodo pre-pandemia. È la previsione del Codacons di fronte alla partenza dei saldi invernali 2022, oggi al via in gran parte delle regioni ma con un effetto Covid che impatta e segna numeri lontani dagli anni passati. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, gli sconti sono in risalita ma inferiori ai livelli pre-Covid.
Partenza lenta per i saldi 2022
Il Codacons parla di «partenza fiacca per i saldi, con poche code davanti ai negozi e minori presenze di consumatori a caccia di sconti».
«Complice la giornata infrasettimanale, oggi non si è registrata alcuna corsa all’acquisto da parte degli italiani e nessuna ressa davanti ai negozi – dice il presidente Carlo Rienzi – Pochi gli esercizi (soprattutto le boutique d’alta moda delle grandi città) che hanno registrato file agli ingressi, e in generale il numero di consumatori per le vie dello shopping e nei centri commerciali è risultato inferiore rispetto ai numeri fatti registrare in passato».
C’è un prima e dopo la pandemia anche sul versante dei consumi e dei saldi, che registrano una flessione di oltre il 20% rispetto al periodo preCovid.
Prosegue Rienzi: «Andrà meglio domani e nel weekend, quando si registrerà un incremento sia delle presenze, sia degli acquisti da parte dei cittadini, specie in outlet e centri commerciali. In ogni caso i saldi invernali 2022 dovranno fare i conti con una forte contrazione della spesa da parte degli italiani, che per gli sconti di fine stagione spenderanno circa 1 miliardo di euro in meno rispetto al periodo pre-Covid, per un giro d’affari che si attesterà attorno ai 4,1 miliardi, -21% rispetto ai saldi del 2020, prima dello scoppio dell’emergenza sanitaria».

UNC: sconti in risalita ma lontani dal pre-pandemia
Gli sconti, calcola l’Unione Nazionale Consumatori, sono in risalita rispetto a quelli praticati nel 2021, sia in inverno che in estate, ma molto inferiori a quelli pre-pandemia del gennaio 2020.
L’associazione ha analizzato i ribassi effettivamente praticati dai commercianti negli ultimi anni secondo le rilevazioni Istat. L’Abbigliamento (Indumenti + Accessori) quest’anno registrerà un abbassamento medio dei prezzi del 19,2%, in aumento rispetto al 18,5% del gennaio 2021, +0,7 punti percentuali, anche se nettamente inferiori rispetto all’ultimo dato pre-crisi del gennaio 2020, quando lo sconto si era attestato al 22,5%, 3,3 punti percentuali in più. Le calzature segnano ribassi medi del 19,2%, +1,2 punti rispetto all’inverno 2021.
Nel complesso, per Abbigliamento e calzature lo sconto sarà del 19,4%, superiore nel confronto con il 18,5% del gennaio 2021, ma inferiore all’ultimo dato pre-crisi, 22,7%.
«I commercianti hanno deciso di alzare gli sconti praticati rispetto allo scorso inverno, ma siamo ben lontani dai valori pre-pandemia – commenta il presidente dell’UNC Massimiliano Dona – La crisi, insomma, che ha colpito anche loro, li ha indotti a contenere i ribassi rispetto al passato, nel tentativo di rifarsi delle perdite. Ma non è in questo modo che si incentivano gli acquisti, specie in una situazione nella quale il decollo dell’inflazione e la stangata da 1008 euro per i soli rialzi delle bollette di luce e gas sta producendo effetti deleteri sugli acquisti».
L’UNC ribadisce la necessità di fare attenzione al falsi sconti e alla “lievitazione” del prezzo vecchio per far sembrare più alto lo sconto. Meglio non farsi incantare dai ribassi altissimi e improbabili, ammonisce l’associazione.
