Passeggeri trasporto aereo, consumatori: la riforma europea taglia rimborsi sui voli

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Il Consiglio Trasporti della Ue ha approvato alcune modifiche al regolamento sul trasporto aereo che passano ora all’esame del Parlamento. Per le associazioni dei consumatori si tratta di una riforma che taglia i rimborsi per i passeggeri e aumenta le ore di ritardo

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Passeggeri trasporto aereo, consumatori: la riforma europea taglia rimborsi sui voli (Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/ahmadardity-3112014/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=5211227">Ahmad Ardity</a> da <a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=5211227">Pixabay</a>)

Ai passeggeri del trasporto aereo serviranno più ore di ritardo del volo per avere diritto al rimborso. Vengono meglio definiti nuovi diritti ma il frutto della riforma in discussione porterà alla riduzione dei rimborsi per i passeggeri. Il tetto massimo scende da 600 euro a 500 euro, per alcuni indennizzi le ore di ritardo richieste salgono da 3 a 4. Nei giorni scorsi il Consiglio Trasporti dell’Unione europea ha approvato alcune modifiche al Regolamento 261/2004 in tema di trasporto aereo. La riforma è ora all’esame del Parlamento europeo ed è stata lanciata sottolineando l’arrivo di nuovi diritti. Ma le novità porteranno alla riduzione dei rimborsi per i passeggeri, è la denuncia dei consumatori. Che infatti parlano di una beffa e bocciano l’accordo raggiunto.

Passeggeri del trasporto aereo, revisione dei regolamenti

Si tratta, come spiega una nota del Consiglio, di un accordo politico sulla revisione dei regolamenti sui diritti dei passeggeri aerei e sulla responsabilità delle compagnie aeree .

“Il nuovo quadro – scrive il Consiglio – mira a stabilire norme più semplici e chiare per i passeggeri aerei, garantendo al contempo un migliore equilibrio tra un elevato livello di protezione dei passeggeri e il mantenimento della connettività e di condizioni di parità per il settore dell’aviazione nel mercato interno dell’UE”.

Le compagnie aeree, spiega ancora il Consiglio, devono offrire ai passeggeri un volo alternativo il prima possibile, compresa la possibilità di essere reindirizzati su voli operati da altri vettori o su modalità di trasporto alternative, ove opportuno. Se una compagnia non offre un adeguato reindirizzamento entro tre ore dal verificarsi di un’interruzione , i passeggeri possono organizzare il proprio reindirizzamento e richiedere un rimborso fino al 400% del costo originale del biglietto .

Il Consiglio parla poi di “soglie aggiornate” per gli indennizzi dovuti a ritardi prolungati. Le compagnie aeree non possono negare il risarcimento per “circostanze straordinarie”, a meno che non dimostrino di aver adottato tutte le misure ragionevoli per prevenire i disagi.

Il risarcimento varia in base alla distanza:

  • viaggi inferiori a 3.500 km e viaggi intra-UE : si applica un risarcimento per ritardi di oltre 4 ore (300 €)
  • viaggi superiori a 3.500 km : risarcimento previsto per ritardi superiori a 6 ore (500 €).

Ad oggi, invece, la compensazione pecuniaria viene riconosciuta dopo 3 ore di ritardo e ha un tetto di 250 euro fino a 1.500 chilometri, di 400 fino a 3.500 chilometri e 600 euro oltre questa lunghezza. Se la riforma verrà confermata, il risarcimento sarà di 300 euro per ritardi oltre 4 ore e avrà un tetto massimo di 500 euro ma solo dopo 6 ore di ritardo.

Per il Consiglio, inoltre, “i passeggeri aerei dell’UE dovrebbero essere meglio informati sui loro diritti. Le compagnie aeree dovrebbero rispettare obblighi di informazione più rigorosi , comprese le informazioni al momento della prenotazione e quelle sulla gestione di reclami e richieste”.

Consumatori protestano contro la riforma: utenti danneggiati rimangono fuori

Le associazioni dei consumatori sono critiche. Per chi tutela i passeggeri, il risultato di questa possibile riforma sarà quella di avere rimborsi più bassi e solo dopo più ore di ritardo. I conti li hanno fatti le associazioni dei consumatori e le società che si occupa di diritti dei viaggiatori, spiegando che “l’85% degli utenti danneggiati rischia di rimanere fuori, con un danno complessivo di 170 milioni di indennizzi in meno” (Ansa).

Il Codacons boccia le modifiche al regolamento sul trasporto aereo. “Una follia che rappresenta un immenso regalo per le compagnie aeree e un danno enorme per i consumatori”, queste le parole dell’associazione.

“Il nuovo testo deciso in sede europea taglia in modo netto i diritti dei passeggeri e si schiera apertamente a favore delle compagnie aeree, introducendo maggiori tutele verso i vettori – afferma il Codacons – La parte più grave è quella relativa agli indennizzi in favore dei viaggiatori in caso di ritardo aereo sopra le 3 ore e che oggi arrivano a 600 euro a seconda della tratta: i risarcimenti saranno non solo di importo inferiore, fino a un massimo di 500 euro, ma anche più difficili da ottenere, poiché scatteranno solo in caso di ritardo superiore alle 6 ore per i voli oltre i 3.500 chilometri, e solo dopo 4 ore per i voli sotto i 3.500 chilometri. Questo significa che una enorme fetta di passeggeri, pur subendo disagi enormi, rimarrà tagliata fuori dagli indennizzi, con vantaggi economici enormi per le compagnie aeree”.

Altra criticità, prosegue il Codacons, è quella relativa all’assistenza ai passeggeri in caso di cancellazione del volo. “Se le compagnie non offrono un volo alternativo, i consumatori che provvedono autonomamente all’acquisto di un collegamento per giungere a destinazione, potranno chiedere un rimborso solo fino al 400% del costo originale del biglietto – spiega l’associazione – Ciò significa che chi ha acquistato un volo low cost da 30 euro potrà chiedere al massimo 150 euro di rimborso, pur avendo speso molto di più per l’acquisto last minute di un volo alternativo! Una fregatura a tutti gli effetti per i viaggiatori che, oltre al danno, subiranno la beffa”.

Critiche arrivano da Codici, per la quale le nuove regole rappresentano “un affronto per i cittadini europei”.

Per Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici, «siamo di fronte ad una vera e propria beffa per i passeggeri, che vedono arretrare in maniera pesante, e preoccupante, i loro diritti. Le nuove regole sono un regalo alle compagnie aeree, fatto sulla pelle dei consumatori. Il testo dovrà essere discusso dal Parlamento europeo e ci auguriamo che in quella sede tornino protagonisti i cittadini, modificando quanto varato oggi in maniera che i diritti siano realmente tutelati».

Per Giacomelli «dopo 21 anni di mancata rivalutazione l’UE taglia gli indennizzi e riduce i tempi per tutelarsi, favorendo apertamente le compagnie aeree».

«Tra le novità più gravi introdotte dalla riforma – dichiara Stefano Gallotta, avvocato di Codici esperto del settore aereo – ci sono indennizzi più bassi per i voli intercontinentali, con il tetto massimo che scende da 600 a 500 euro per ritardi superiori a 6 ore, contro le 3 ore previste attualmente. Tagli anche per i voli europei tra 1.500 e 3.500 km, con l’indennizzo che passa da 400 a 300 euro, anziché salire a 600 euro. Un aumento doveroso, perché bisogna tenere conto dell’inflazione. Ma non finisce qui. Indennizzi solo dopo 4 ore di ritardo, contro le 3 ore previste finora. L’unica apparente eccezione riguarda i voli brevi, per cui l’indennizzo sale da 250 a 300 euro. Ma anche qui, niente rivalutazione: 250 euro del 2004 oggi equivalgono a circa 400 euro. Ridotto anche il termine per presentare reclamo: da due anni a soli sei mesi».

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