Petaloso e le altre nuove parole: la Crusca rivela i neologismi dell’anno

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Ve lo ricordate Matteo, il bambino della provincia di Ferrera? Beh è un po’ poco come indizio. Ma se aggiungessi “petaloso”, tutti ricordereste con esattezza il caso che intenerì l’intera Penisola, partendo da una classe terza elementare dove la fantasia e spontaneità hanno fatto breccia anche nel cuore del rigore dinamico dell’Accademia della Crusca.

Ma “petaloso” non è il solo ad avercela fatta. I neologismi hanno da sempre caratterizzato la lingua italiana, frutto di una società sempre alla ricerca di nuovi modi di comunicare.

Siete mai entrati in una “legnameria”, ad esempio? Se avete un camino in casa probabilmente si, solo che non sapevate si chiamasse così il locale dove si conserva e si acquista la legna. La parola già adesso è usata in particolare nell’area romana – la stessa da cui proviene la parola falegname, che ha sostituito la voce fiorentina legnai(u)olo – ed è evidentemente ricalcata sul termine falegnameria.

E ancora, vi è mai capitato di avere uno spasimante che però per voi non è niente più che un amico? Bene, si dice “friendzonare” e, che ci crediate o no, la Crusca lo ha accettato nel 2017, insieme a “influencer” e “bullizzare”. Se il vostro partner se l’è data a gambe, sparendo nel nulla e non lasciando dietro di sé neppure una traccia per mandarlo a quel paese di persona, sappiate che è diventato un “ghosting”.

Sono queste le principali parole entrate nell’uso comune della nostra lingua e che saranno protagoniste a fine anno delle edizioni aggiornate dei diversi vocabolari. A rivelarle in esclusiva per Libreriamo (www.libreriamo.it) è Paolo D’Achille dell’Accademia della Crusca.

“L’Accademia della Crusca”, spiega Paolo d’Achille, “accanto al servizio di consulenza ha un settore dedicato ai neologismi in cui raccogliamo segnalazioni parole nuove che non si trovano nei vari dizionari, e cerchiamo di analizzarle per valutarne l’opportunità di replicarsi nel lessico. L’ingresso di parole nuove rappresenta un richiamo editoriale: i vari dizionari ogni anno lanciano una nuova edizione reclamizzando in particolare le parole nuove che sono state inserite”.

Come avvenne all’epoca per “petaloso”, recentemente un altro gruppo di studenti ha chiesto alla Crusca di registrare la parola “pulmanista”. La segnalazione è arrivata da una classe di alunni di una V elementare di Bisignano (Cosenza) che chiamano così l’autista del pulmino che li porta a scuola ogni mattina; la maestra, quando usano la parola, li corregge, ma loro vorrebbero che la parola fosse accolta nei vocabolari perché designa un autista particolare; la redazione ha risposto, riconoscendo che la parola è ben formata e che potrebbe imporsi nell’uso.

Non sempre occorre inserire nuove parole all’interno di una lingua, basterebbe soltanto allargare lo spettro semantico di alcune parole già in uso. Per questo Paolo D’Achille, che oltre ad essere accademico della Crusca è anche insegnante di linguistica italiana a Roma 3, spiega la trasformazione che avviene della lingua attraverso neologismi semantici, ovvero quando una parola già in uso cambia significato o ne acquista uno nuovo. “Come esempio di neologismo semantico abbiamo la parola “abbattere”; il nuovo significato si spiega con un’ellissi: abbattere la temperatura di un alimento diventa abbattere un alimento. Si sta diffondendo con la crescente attenzione per la qualità e la salubrità dell’alimentazione”.

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