Piano voucher per le famiglie, Altroconsumo: limita la libertà di scelta dei consumatori

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Il piano voucher per le famiglie è animato da intenti condivisibili ma presenta criticità. Fra queste la limitazione della libertà di scelta del consumatore. Altroconsumo spiega perchè

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Buono l’intento, ma critica la realizzazione pratica. Il piano voucher per le famiglie, con il bonus internet, tablet e pc, ha obiettivi condivisibili ma il modo in cui è organizzato lascia aperti problemi per i consumatori, fra i quali la libertà di scelta. È quanto sostiene Altroconsumo che ha scritto una lettera al Sottosegretario allo sviluppo economico Gian Paolo Manzella e ai presidenti delle Commissioni di Camera e Senato che si occupano dell’area telecomunicazioni, volta a mettere in luce le criticità e i limiti legati al Piano Voucher lanciato dal MISE.

Il Piano voucher per le famiglie

Il piano voucher è una misura che vuole sostenere le famiglie in difficoltà.

Eroga dei bonus sotto forma di sconto per l’acquisto di una connessione veloce a Internet e di supporti tecnologici, come tablet e pc, che sostengano le famiglie con problemi di connettività nelle case. Internet veloce e device tecnologici sono fondamentali, ancor più oggi, per il lavoro da casa e la didattica a distanza.

Il piano prevede dunque uno sconto per le famiglie con Isee inferiore a 20 mila euro, cui viene riconosciuto «un contributo massimo di 500 euro, sotto forma di sconto, sul prezzo di vendita dei canoni di connessione ad internet in banda ultra larga per un periodo di almeno dodici mesi e, ove  presenti,  dei  relativi servizi  di  attivazione,  nonché per la fornitura  dei  relativi dispositivi elettronici (CPE) e di un tablet o un personal computer».

 

Da novembre i primi voucher per internet, pc e tablet

 

Le criticità del piano voucher

Ci sono però alcuni problemi. Come spiega Altroconsumo, «non è possibile richiedere il voucher esclusivamente per avere il tablet o il pc, ma si possono avere solo a seguito della sottoscrizione di un contratto di connettività a banda larga non inferiore ai 30 Mbits/s. I dispositivi pertanto vanno chiesti direttamente al provider con cui si sottoscrive una connessione internet. Con la sottoscrizione del contratto di connettività, infatti, è possibile utilizzare parte del bonus per l'”acquisto” di dispositivi elettronici come tablet e pc forniti però dallo stesso operatore con il quale si attiva il contratto internet».

Il voucher non viene dato direttamente all’utente ma va chiesto all’operatore di telefonia. Per Altroconsumo «sarebbe stato meno rischioso erogare il bonus direttamente alle famiglie, e permettere loro di acquistare i dispositivi in autonomia anche presso altri canali».

Piano voucher e libera scelta dei consumatori

Il piano voucher, spiega Altroconsumo, contiene un limite alla libera scelta dei consumatori perché reintroduce il cosiddetto bundle tra servizi e device, ovvero lega l’acquisto di un dispositivo come tablet o pc alla sottoscrizione di un contratto di connettività con l’operatore. L’altra criticità del piano è rappresentata dai rischi di lock-in che limitano il consumatore nell’eventuale cambiamento di fornitore.

Spiega Ivo Tarantino, Responsabile Relazioni Esterne di Altroconsumo: «Con le nostre richieste ci proponiamo di contribuire alla riflessione istituzionale e migliorare le misure nate per supportare quei consumatori che, specialmente in questo difficile periodo, necessitano di un ulteriore sostegno, favorendo allo stesso tempo la spinta verso una migliore connettività in tutto il Paese. Dalla prima fase di attivazione del piano voucher sono emerse problematiche che vanno necessariamente risolte. Ci aspettiamo che nella seconda fase di erogazione si tenga conto delle nostre proposte, garantendo la libertà di scelta degli utenti, evitando fenomeni di lock-in contrattuale, limitazioni alla libera concorrenza e alla fruizione dei servizi».

Bundle obbligatorio, upgrade tecnologico

La lettera inviata alle istituzioni sottolinea dunque queste due criticità. La prima è la presenza del «bundle obbligatorio tra connettività e apparati che rischia di ridurre sensibilmente la libera scelta degli utenti e l’offerta sul mercato».

La seconda è l’upgrade tecnologico.

«In Italia, il vero vulnus è caratterizzato da quel 40% di famiglie che ancora non hanno adottato una linea fissa – si legge nella lettera – Destinare i voucher a famiglie che già possiedono un contratto a banda larga fisso per ottenere una connessione con performance migliori non è una misura giustificata, dal momento che già oggi nessun operatore applica, nei casi di upgrade tecnologico, una fee di attivazione né un costo mensile addizionale. L’erogazione del voucher in questi termini appare, quindi, non rispondente ai criteri di efficienza ed economicità che devono caratterizzare l’azione della Pubblica Amministrazione, in quanto si potrebbe trasformare in uno spreco di denaro pubblico che non genera effetti positivi sul sistema».

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