Pirateria nel mondo del libro, diffuso l’utilizzo dell’IA per riassunti di libri

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Presentata la quarta indagine Ipsos Doxa per AIE sulla pirateria nel mondo del libro, con un focus sull’utilizzo dell’IA

Pirateria nel mondo del libro, diffuso l’utilizzo dell’IA per riassunti di libri

Pirateria nel mondo del libro, diffuso l’utilizzo dell’IA per riassunti di libri (foto Pixabay)

La pirateria nel mondo del libro sottrae agli editori circa un terzo del mercato (il 30%, pari a 722 milioni di euro, in crescita rispetto ai 687 milioni di due anni fa): è quanto emerso dall’analisi dell’istituto di ricerca Ipsos Doxa per l’Associazione Italiana Editori (AIE).

In questo scenario si inserisce anche il numero, difficilmente quantificabile, delle vendite perse a causa dell’utilizzo di riassunti e compendi generati dall’Intelligenza Artificiale, che sono molto diffusi.

“La diffusione di riassunti e rielaborazioni ottenute tramite l’IA alternative al libro ci pone due ordini di problemi. Il primo afferisce alla qualità dello studio nelle università italiane e nei percorsi di formazione, che deve essere preservata. Dall’altra c’è il danno che già oggi la filiera del libro subisce in maniera importante, sebbene non sia ancora possibile arrivare a una quantificazione certa”, commenta Innocenzo Cipolletta, presidente di AIE.

Pirateria nel mondo del libro e IA

Secondo l’indagine, infatti, i riassunti generati dall’IA sono utilizzati dal 12% della popolazione sopra i 15 anni per i libri di lettura, dal 58% degli studenti universitari, dal 22% dei liberi professionisti.

Le rielaborazioni di libri ottenute tramite l’IA, oltre a essere molto diffuse, sono conservate nel 45% dei casi (60% tra gli studenti universitari) e spesso (con percentuali tra il 20% e il 36%) condivise con conoscenti e amici, o tramite sistemi di comunicazione elettronici.

Inoltre la ricerca evidenzia come sia in crescita, dal 30% al 40%, la percentuale di chi ritiene probabile essere scoperto e sanzionato per reati riconducibili alla pirateria. Ma solo il 34% della popolazione di più di 15 anni è consapevole che è illegale caricare sui sistemi di IA materiali coperti dal diritto d’autore senza averne l’autorizzazione.

Secondo Cipolletta “le IA devono essere sviluppate e utilizzate nel rispetto delle leggi a tutela del diritto d’autore. È necessario, da una parte, che siano portate avanti campagne di informazione per far crescere la consapevolezza degli utenti italiani rispetto ai temi della pirateria in relazione all’Intelligenza Artificiale – sottolinea – e che, dall’altra, le big tech siano chiamate a rispettare le norme europee contenute nell’AI Act, a partire dalla trasparenza sull’utilizzo delle fonti per l’addestramento degli algoritmi, trasparenza che oggi è un grande buco nero. Su questo il governo può fare ancora di più”.

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