Plastica monouso, Bruxelles avvia una procedura di infrazione contro l’Italia

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La Commissione europea ha invitato l’Italia a conformarsi alla direttiva sulla plastica monouso e alle norme procedurali dell’UE sulla trasparenza del mercato interno

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Plastica monouso, Bruxelles avvia una procedura di infrazione contro l’Italia (Foto Pixabay)

L’Unione europea apre una procedura di infrazione contro l’Italia per la direttiva sulla plastica monouso. Bruxelles ha infatti inviato una lettera di costituzione in mora all’Italia per il “non corretto e non completo recepimento della direttiva sulla plastica monouso” (direttiva (UE) 2019/904) e per inadempimento degli obblighi derivanti dalla direttiva sulla trasparenza del mercato unico (direttiva (UE) 2015/1535).

La direttiva sulla plastica monouso, ricorda la Commissione, è un elemento essenziale del piano d’azione per l’economia circolare e della strategia per la plastica. Questa mira a proteggere l’ambiente, ridurre i rifiuti marini, le emissioni di gas serra e la dipendenza dai combustibili fossili importati. E intende sostenere modelli più sostenibili di produzione e consumo della plastica.

La direttiva sulla plastica monouso mira a prevenire e ridurre l’incidenza di alcuni prodotti di plastica sull’ambiente e sulla salute umana, nonché a promuovere la transizione verso un’economia circolare.

Per la Commissione europea “l’Italia non ha recepito – o non ha recepito correttamente – nel diritto nazionale diverse disposizioni della direttiva sulla plastica monouso, il che incide sul suo ambito di applicazione e sulla sua attuazione”.

L’obiettivo della direttiva sulla trasparenza del mercato unico è prevenire la creazione di ostacoli nel mercato interno. Secondo la Commissione, in questo caso l’Italia ha violato le norme procedurali e ha adottato la legislazione di recepimento della direttiva sulla plastica monouso durante il termine di differimento, mentre erano ancora in corso colloqui con la Commissione.

L’Italia avrà ora 2 mesi di tempo per rispondere alle carenze segnalate dalla Commissione, trascorsi i quali, in assenza di una risposta soddisfacente, quest’ultima potrà decidere di inviare un parere motivato.

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